la Barçarola 2

I due Mostrilli, dalla guardiola di un’entrata secondaria, guatano i calciatori che arrivano alla spicciolata per un allenamento; hanno corrotto il guardiano semplicemente salutando in Catalano. Un bel tipo, che ora intrattiene la cosmopolita amica mia e me parlandoci della Corrida, che un tempo riempiva le arene come ora il calcio riempie questo stadio.

Dice, caritatevolmente in Castigliano:  ”A Barcelona la Corrida, intesa come Tauromachia, è stata vietata dall’inizio di quest’anno; era in declino già da tempo, e le arene riuscivano a non andare in perdita solo grazie ai turisti.”  Provo un moto di simpatia per gli Spagnoli, pensando che forse sbagliavo a considerarli  un tantino truculenti. Poi continua, appassionato, con la descrizione delle crudeltà inflitte al toro; finché lo interrompo, prima di svenire.

Riconsidero: forse un tantino  sanguinari lo sono, o almeno: questo LO E’, visto l’atteggiamento un po’ morboso. (Ripenso anche a una scultura intravista da un bus, che ora non riesco a recuperare: dei lupi che sbranano un cervo, tipo;  voi ne sapete qualcosa?)

Continua: “Esiste un’altra corrida, la Taurocatapsia, o corrida acrobatica; nell’arena il toro attacca l’acrobata, che deve schivarlo o, come i più bravi, saltarlo.



Lo fanno anche le ragazze: sfidare i tori, non attaccare i ragazzi… AHAHAH!!!” (scemo!) “Non è che questi tori siano più buoni; è che, non essendo tormentati, sono  meno aggressivi” (Beh, insomma… per me sempre troppo) “Poi, ci sono gli scervellati che si fanno inseguire per le strade di Pamplona. Ma quelli sono Baschi! ” (Ah, a me sembravano scervellati semplici.)

“La corrida acrobatica l’avevano inventata i Cretesi; ci sono le testimonianze sui muri del Palazzo di Cnosso.”

Ma costui, prima di fare il guardiano allo stadio, era una guida nella Plaza de Toros ? Nega, sempre con passione.

Mentre fa un scappata a controllare la sua guardiola, ho modo di pensare ai Greci antichi, coi loro Dei che, crudeli come bambini disinibiti, ne combinavano di tutti i colori, con Tori semidivini che si cibavano di Vergini e con tori veri che nelle arene venivan ‘saltati’ e non massacrati;  e poi alla cattolicissima Spagna…

Penso anche a quello che un’autista -incredula ancor più che indignata- ci aveva raccontato appena arrivati: “Mentre noi sputiamo sangue (!) il nostro Re se ne va in Africa  A CACCIA D’ELEFANTI !  Che è proibita ! E non si è nemmeno portato dietro la Regina ! E pure di nascosto: se non fosse stato per un incidente, non l’avremmo neanche saputo !!! ”

Ma non ho il tempo di ragionarci su, perché il bel guardiano, soddisfatto, torna da noi e prosegue la lezione: aggiunge orgoglioso che la Tauromachia è stata abolita solo nella Catalogna e, se ho ben capito, nelle isole Canarie; nel resto della Spagna tiene.

Con questa distinzione, prende le distanze dal resto della nazione che, Baschi a parte, è castigliana, dominata da Madrid, eterna antagonista sportiva e politica di Barcellona. E questo spiega anche l’attaccamento – ai miei occhi eccessivo – alla squadra calcistica della città, il BARÇ, i cui feticci imperversano ovunque; e non a caso il motto della Polisportiva Barcelona è Més que un club, scritto coi sedili sulle gradinate di Camp Nou, il bellissimo stadio.

Però questa è un’altra storia; che il loquace guardiano ci racconta, ma che ora non riporto.

Ringraziamo l’Appassionato (in Catalano), acchiappiamo i due ragazzini recalcitranti come torelli e ce ne andiamo.

 

la Barçarola

Sui nostri quattro giorni a Barcellona, regalo collettivo per il compleanno del Mostrillo Alejandro .
Ho scoperto che i viaggi mordi e fuggi non fanno per me: ho bisogno di troppo tempo per ambientarmi, soprattutto se mi sposto in aereo (d’obbligo, in questi casi).
Ma il soggiorno si è rivelato più che gradevole, grazie alla sistemazione: un micro appartamento a Santa Caterina, quartiere piuttosto centrale, in zona pedonale, con LA finestra affacciata su una piazzetta che offriva, oltre al mercato rionale:  Kebab, Pizza Paco, ristorantino tipico gestito da due ragazze italiane :-)  (e cuoca Catalana), un bar tipo happy-hour e uno tipo bicér de vin, in cui seguire la partita Barça-RealMadrid (purtroppo perduta); e, soprattutto, schiere di ragazzini/e con pallone che dalla strada chiamavano: Alejandro!!! Clemente!!! Vamos a jugar! (in Spagnolo, dato che al Catalano non eravamo preparati).

Insomma, a parte las Ramblas, Gaudì, el Barrio; Le chiese, le tapas, il flamenco… e soprattutto CAMP NEU (lo stadio)  che ci ha preso un giorno intero…    la solita vita  :D 

Ma non a tavola.

La cosa che più mi è piaciuta,
oltre alla vita di quartiere?  Il ponte girevole! e IL VENTO, e gli spostamenti coi mezzi pubblici, quando i piedi si rifiutavano di portarci oltre.

(segue)

 

 

LO SCEMO DEL VILLAGGIO… GLOBALE

L’amico Capehorn, direttore del famigerato Ufficio Facce,   (http://quellidel54.wordpress.com/2012/04/27/ufficio-facce-aprile-2012-2/) dispera la mancanza di Stupidi autentici. Ah, la stupidera dei bei tempi andati!

MA  IO  SCOMMETTO  CHE  NON  E’  COSI’  !

Fatemi vedere di cosa siete capaci:

vi voglio acutamente ottusi, brillantemente obnubilati, furbescamente tonti.

Fuori un’idea… la più sagacemente stupida; fuori foto, vignette, ricordi, progetti…

verrete premiati con… qualcosa di altrettanto abbietto (accetto, anzi, caldeggio suggerimenti).

Ps: c’è un’espressione che mi piace tanto: ‘CRETINETTI  IN  VACANZA’.

 Qualcuno mi sa dire da dove viene?

AGGIORNAMENTO:  Una mia stupidata
Anni fa, camminando come debosciati per le vie del centro, G. ed io vedemmo una scritta campeggiare sul muro di un palazzo:
FORZA  NUOVA
Mi si accese la solita lampadina e proposi di modificare la scritta in
FORZA UOVA
(si era sotto Pasqua): proposta accettata.
Senza dare nell’occhio, grattai delicatamente un centimetro quadrato d’intonaco; una volta in laboratorio, riprodussi il colore da applicare sulla N per cancellarla.
Appuntamento davanti alla scritta e… via, all’opera!
Sarebbe toccata a me l’esecuzione della burla; ma, si sa, gli uomini… “E’ rischioso, tu fai da palo.” Conviene accontentarli.
Così, lui lavorava di pennello, io occhieggiavo. All’arrivo di due tizi, via, giro del palazzo e poi di nuovo lì, ad ammirare la nosta opera.
Solo che, nella fretta, lui aveva cancellato, anziché la N, la F.
Risultato:
ORZA  NUOVA.
Una setta velista del Garda, affiliata alla Lega?
 Mi prendono in giro ancora adesso  :/  !


Rockettarapercaso

O per vocazione?   No no, per generazione.

Ma non intendo parlare di musica.

Però, sul blog di Masticone ho ritrovato questo vecchio bellissimo pezzo, non so bene se il primo o uno dei primi;  ve lo ripropongo

seguito dall’ultimo.

 

Sempre lui… un po’ troppo sempre lui  !  Se li sovrapponete beccando, con un po’ di pazienza, il ritmo giusto, sembra un unico pezzo a due voci gemelle.  Provare per credere.

Insomma, lui mi piace pur senza essere la mia passione.

Eppure…

Cos’ha Springsteen di speciale?  Ha che s’insinua nella crepa che c’è tra il sogno americano e la realtà americana;  e, attraverso di essa, anche nel mio cuore.

Poco in comune con gli U.S.A. ?  Molto in comune con  ’ste crepe tra sogno e risveglio.

Voi che ne dite?

Vi leggerò tra qualche giorno, tornata dal breve viaggio che regaliamo al Mostrillo per il suo compleanno.

Auguri, Mostrilli!

11 Aprile 2011: Alessandro (Mostrillo Figlio Di Lillo) compie 11 anni. Come sempre, festa ai giardinetti.  Anzi, doppia festa, dato che a compiere gli anni sono in due.

Questi sono i biglietti d’invito (cartacei)  per i compagni; dalla prima elementare alla quinta (…salta sull’astronave/sul batiscafo/sull’aeroplano… e vieni alla nostra festa…).


SPAZIO , VII

ACQUA , VIII

ARIA ,  IX

                                                 

FUOCO , X

 

TERRA , XI

Ps:  L.A. , oltre che per Leonardo e Alessandro, sta per Los Angeles; ché non siamo mica qui a lisciare i ricci ai porcospini! 

AGGIORNAMENTO:
Mercole e Giove Pluvio ! !
Festa rimandata, causa diluvio e palude ai giardinetti (non a caso chiamati ‘dei Coccodrilli’). Nel frattempo si è aggiunta la Francesca;
quindi, il Taxi farà  Los Angeles – San Francisco e -forse- ritorno.
DISASTRO !
Ho cancellato i vostri commenti  e le mie risposte!

 

9 aprile

 

Da  Zonzo:

La canzone seguente, che mi incantava, è  per la mia mamma;  ma la dedico anche a Lucio Dalla -il suo cantautore preferito- e al mio papà, che è quello de  ”..lo stesso colore in fondo agli occhi tuoi..”  della canzone.

AUGURI  A  TUTTI …   I  VIVI  :D   !!!

Il nostro agente in Giudea

“Caifa mi ha detto – riprese – che questo nuovo reuccio del deserto, questo ennesimo unto del loro dio non dobbiamo arrestarlo né punirlo ma anzi aiutarlo e proteggerlo. Dice che la situazione è assai tesa, che gli Ebrei aspettano un messia che stermini i Romani, che ci sono molti aspiranti al ruolo di messia e tutti parlano di guerra, e che Gesù il Nazireo parla di pace.”

Passarono alcuni minuti, lo schiavo bendava le mani di Pilato, Afranio mordicchiava dei datteri, nessuno parlava. Finalmente il prefetto di Giudea si voltò verso il poliziotto. “Che cosa ne pensi, Afranio?”

Il piccolo Greco si tolse di bocca il nocciolo del dattero e si strinse nelle spalle. “Che cosa abbiamo da perdere?” chiese. “Se non funziona, possiamo sempre ucciderlo.” 

mimmiMio fratello mi ha prestato un bel giallo storico (di cui il brano sopra è un estratto):    Il nostro agente in Giudea , di Franco Mimmi, pubblicato da DIABASIS.

Se vi interessa il genere e non l’avete già letto, non perdetevelo.

AGGIORNO:

Vi lascio a questo post pasquale e parto per una vacanzina pasquale: torno per qualche giorno al paesello natio, dove incontrerò i miei pochi ma buoni parenti. 

Auguri a tutti!

 

Chi commenterà tra le 20.30 e le 21.30?

A meno che non siate a Sidney…!!

Spegnete tutto, uscite,  o

approfittatene per rubarvi qualche bacio a lume di candela.

Che poi,  alle nove e mezza…

 

Non so voi, ma per me, tra un cielo stellato e tutte queste luci… è un vero peccato dover scegliere!

Ma se non ci si dà una regolata, non si potrà scegliere un bel niente.

O no ?

La barca nel bosco

Rubo il titolo ad un romanzo per darlo a questo post, che dedico a un uomo che mi manca da più di sei anni, e a un’amica da uno soltanto.

 

Una notte di quasi undici anni fa, attraversando in auto 

la Lunigiana, lui mi disse: “Cosa ci fa una nave sulla collina?” Era là, in gran pavese, con tanto di chiglia, fumaiolo, ponte di comando e murate fitte di oblò.  ”Ci fermeremo al ritorno, se non sarà salpata.”

Ripassandoci di giorno, apparve chiaro che una nave non era.  Però rivelò un’altra sorpresa: il campanile della chiesa aveva tutta l’aria di essere un faro. “A Lanterna!” esclamò il mio compagno di viaggio, genovese.

 

Altre volte ripassammo, rimandando ogni volta la sosta: che mai si fece, perché salpò prima lui. Ma qualche mese dopo Mostrillo ed io fummo invitati da amici di amici a passare parte dell’estate nella loro casa di famiglia, diventata ‘residenza estiva’. In un paesino della Lunigiana, mai sentito nominare.

E indovinate di che paese si trattava?

 


INDOVINATO !  Proprio quello!

Il mio pensiero non può non andare anche a Marzia (non è la bimba nella foto), che lì  aveva ospitato Mostrillo due estati fa, e a mia mamma, che era rimasta incantata dalle Apuane.


Tibet in fiamme?

No, Tibetani in fiamme.

30 (TRENTA) monaci ma non solo, in tre anni, si sono autoimmolati, dandosi fuoco, per chiedere aiuto al mondo. 

http://cinechiacchiereenonsolo.iobloggo.com/348/lo-sterminio-di-un-popolo#commenti_start

EGLE, nel suo  CINECHIACCHEREENONSOLO qui sopra,   parla della drammatica situazione  vissuta dal popolo tibetano, invaso sia fisicamente che culturalmente, nell’indifferenza dei più. Si dice che nessun governo al mondo ci tenga a far pressione su quello cinese (per esempio, nel 2009, il Sudafrica http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/?p=385 ): certo, è padrone del debito degli USA, e presto di chissà che altro. I motivi di questa volontà di annientamento di una cultura possono essere economici, politici, ideologici: forse il Tibet, a detta di chi c’è stato, è l’esempio vivente che ‘un altro mondo è possibile’, e ciò non fa buon gioco a una potenza capital-comunista emergente come la Cina.  In special modo di fronte ai Cinesi.

Girano decine di petizioni a favore di crisi dimenticate, ma il Tibet rimane alla periferia della nostra attenzione.

Certo, noi si dovrebbe dare una possibilità, coi nostri comportamenti, a quest’ “altro mondo possibile” , sennò che si parla a fare.

Poi, informarci.  A me interessa la condizione delle donne  nei vari Paesi e religioni, e anche la presa di posizione rispetto all’omosessualità, come una sorta di termometro;  facendo ricerche sul web (non vi lascio link specifici, sembrerebbero di parte) mi è piaciuto quel che ho letto.

E poi, diffondere le informazioni: chi usa bene Facebook e altri social network può far molto, se già non lo fa;  e ci son petizioni da firmare, tipo queste:


Insomma… vedete voi;  a me, scusate il pessimismo,   pare che tutto vada in una direzione; ma se c’è una possibilità di intervenire positivamente, proviamo? Sarebbe inutile dirlo, ma: più l’informazione gira e meglio è; vi ripiazzo qui il link di ‘partenza’: http://cinechiacchiereenonsolo.iobloggo.com/348/lo-sterminio-di-un-popolo#commenti_startpoi http://www.asianews.ite anche il blog     http://www.freetibet.eu/ dove trovare via via gli aggiornamenti.

Un bel resoconto di viaggio in Tibet, Egle l’aveva pubblicato nel gennaio 2011, ma non lo trovo.
Egle, se passi di qui…
 E’ passata!  Eccolo (peccato non ci siano più le foto): http://persemprepermai.altervista.org/category/il-tibet-di-egle/
AGGIORNAMENTO
 Io giro pagina, e questo sta girando da solo.
Non dimentichiamoli.

Ciascuno ha la congiunzione che si merita

http://www.astroperinaldo.it/blog/il-cielo-di-notte/incontro-tra-due-pianeti-venere-e-giove-in-congiunzione/

 

I pianeti Venere e Giove si incontrano (tranquilli, è solo una visione prospettica!), e da due giorni ammorbo tutti quelli che incontro:
” Tu chi ci vedi? Ti ricorda qualcuno? Mi racconti una storia? “
Persino sul web.

 

Per il momento, vince la risposta ricevuta da Melogrande:
” Ci vedo Giunone sulla soglia di casa col matterello in mano. “
E voi, cosa mi dite?
AGGIORNAMENTO del 16 marzo: 
Si riallontanano, per altri 13 mesi.

Écho du Grand Bois

 

ÉCHO DU GRAND BOIS

 

http://luli118961.files.wordpress.com/
 
Donatella è cresciuta con gli zii ed i cugini.
Nel giro di un’estate, da bimba spensierata qual era, si è si è incupita, e il suo carattere si è fatto incerto.
I sentieri che solo ieri percorreva allegramente ora serpeggiano infidi. Sono gli stessi che da sempre portano al Grande Bosco, dove, ne è certa, i suoi genitori giocano insieme a gli spiriti della Natura che lì si incontrano, rincorrendosi con Elfi e Gnomi.
Vi si reca sovente; a volte solo per sentirli chiacchierare con voci di foglie e ruscelli; talvolta per piangere in santa pace; certi giorni, invece, per chiedere consiglio all’Eco del Gran Bosco.
Oggi è uno di quei giorni. E’ afflitta ed insieme arrabbiata. Arriva sino al limite della selva, che si affaccia bruscamente su di un dirupo.
Eco del Grande Bosco, amico mio,”  quasi grida,  “perché i sentieri son diventati crepacci per me?  Precipizi !  E orridi ! ”
L’Eco risponde: “…RIDI…”
E di cosa? Non c’è più niente che m’incanta! ”
E  l’Eco: “…CANTA…”
Non posso… ho un nodo in gola… le persone che io amavo erano le stesse che amavano me… sono affettuosa, lo sai… ma ora… più niente combacia…”
BACIA… ”
Come?!? Figurati! Non sto ad annoiarti coi fatti miei, ma… insomma, son diventata timorosa!”
OSA…”
NO!”
NO... ”
Osare, NO, non ci penso proprio, non voglio… non voglio un rifiuto… voglio… essere cercata… non voglio che approfittino… di me… di tutto… ehm… di niente… i ragazzi, per dire…  Lo dicono anche i grandi: se sbagli, la vita non perdona!”
L’Eco risponde: “…DONA…”
A questo punto, Donatella si blocca.
DONA… Il suo nome sarebbe Donata, gli zii le dicevano che era stata loro donata. Gli amici però la chiamano Dona, e forse in quel nomignolo c’è un messaggio per lei.
Pensierosa, riprende il sentiero verso casa.
Fatti pochi passi, si ferma, si rivolge al Grande Bosco e sussurra: “ Grazie, ora sto meglio.”  Ed aggiunge, ridacchiando:  “Non andar via, eh! A presto!”
Ed il Bosco mormora:  ”…RESTO…”
 
fin

 

 

Esattamente un anno fa postavo una storiella dedicata alla mia mamma e al mio papà.  Questa, invece, l’avevamo scritta insieme, lei ed io, e la pubblico com’è nata, senza i  dovuti rimaneggiamenti. Avevamo preso spunto da una poesia che mi recitava quand’ero bambina:   L’Écho du Grand Bois .  Non so se mi piacesse di più la poesia o il suono della sua voce. 

 Ps: Mia mamma si chiamava Angela; Donatella è vivissima, sta benone, la saluto :-)

 

 

9 marzo, Giornata della lentezza


Non posso crederci, una giornata dedicata a me ! !
Però non sempre “Chi va piano, va sano e va lontano” :
Chi va piano, va sano e resta indietro!
Voi cosa ne dite ?
                                                                                                                                  
.

10 marzo, Giornata della Donna

In occasione dell’ 8 marzo, RI-ripropongo questo vecchio post (risale al 2011) non mio, che trovo ancora valido; mentre io non ho niente da dire.

‘Stavolta senza chiedere il permesso.    Speriamo bene…  :\ …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

 Utente: egle1967 Ecco un  commento lasciato ieri dall’amica Egle. 

Mi è piaciuto per originalità al punto di volerlo evidenziare,
per tutti voi:

Ieri mi sono piovuti auguri da donne e uomini; io educatamente ringraziavo, ma non sapevo bene per cosa (e forse neanche loro).
Ho pensato a che significato potesse avere -oltre a quello della commemorazione del fatto storico che hai raccontato a tuo figlio- il significato che poteva avere, dicevo,  per me.
In quanto persona/donna mi sono sentita io in animo di ringraziare coloro che apprezzano non solo me come persona, ma, in particolar modo, ME in quanto donna.
Quindi ho comprato dei fiori, per mio figlio e per il mio compagno.
A mio figlio li consegnerò stasera (ieri non era con me) e lo ringrazierò per la possibilita’ che mi dà di esprimere sentimenti come la protezione, la responsabilita’, l’amore senza giudizio, senza competizione.
Per il mio compagno ho voluto essere coerente con i miei sentimenti ed allora, prima gli ho tirato tre pugnetti dicendogli che erano per tutte le volte che mi aveva fatto sentire “una merda” e poi gli ho dato i fiori, ringraziandolo per le volte in cui mi aveva fatto sentire una vera donna, in cui mi aveva viziato, amato, e desiderato in quanto donna.
Ce ne sono, per entrambi, di motivi per cui ringraziarli - altri, intendo- ma quelli riguardano la “persona Egle” e non , nello specifico, la “donna Egle”. 

  Egle

 

Niente sesso, siamo Intesi

Mentre cucinavo un risottino, ho beccato un programma alla Rai dedicato alle coppie e al sesso.
Parlava di vari casi, tra cui i “matrimoni bianchi”, ossia quelli che non vengono consumati, o per una sorta di accanimento religioso o per incapacità di scopare, nello specifico. Solitamente, pare, queste ultime coppie si rivolgono alla terapia dopo un paio d’anni.
Ho pensato che potesse anche esserci una qualche volontà di convogliare diversamente l’energia; non fosse stato per il risotto in working-progress avrei telefonato al microfono aperto per buttar lì qualcosa di diverso. Certo mi sarebbe piaciuto ascoltare l’intervento di diretti interessati/e.
Si argomentava poi che mediamente -ma sempre nell’ambito di rapporti che funzionano- il calo del desiderio è dovuto: per gli uomini, a preoccupazioni e frustrazioni di carattere sociale; per le donne, sia pur in carriera, a insoddisfazioni privatissime, quali la mancanza -vera o presunta- di attenzioni eccetera eccetera.   Psicologi/e, teorici/e, tuttologi/e, dispiegando statistiche, mi informavano che le donne preferiscono far l’amore di sera, gli uomini al mattino (ma pensa!).
Allora io ho immaginato, in una coppia eterosessuale, un uomo che alla sera si sente calpestato dalla giornata trascorsa, e che al mattino ha bisogno di essere combattivo, e far l’amore gli ridà sicurezza in se stesso.
E ho pensato a una donna, che alla fine della giornata vuole riconciliarsi con se stessa, col suo uomo, col mondo (che comunque la vita è dura).
Così, pensavo, in astratto.
Voi, che ne dite?

facce dell’amore

Sono ancora in tempo?

Massì, siamo ancora nella settimana di San Valentino.

Lascio a tutti quelli che si amano due frasi d’auguri due; due frasi che -mi sembra- toccano gli estremi: l’inconsapevolezza istintiva ed empatica,  la consapevolezza razionale. La prima è della poetessa Wislawa  Szymborsk, dalla poesia OGNI CASO; la seconda di Pasolini, dal film-documento COMIZI D’AMORE;
Ci tornerò, eh, ci tornerò.
Intanto, ecco:
Ascolta come mi batte forte il tuo cuore”

 “Al vostro amore si aggiunga la coscienza del vostro amore.”

E il sesso?
Che c’entra, quella è la Natura…
No, qualcuno dice?
Ok, ci tornerò su, ho detto  :)

nera su bianco

Scenetta di Mostrillo, figlio di Lillo:
 Alcuni negozianti, visto l’aumento della richiesta di generi di prima necessità causa preoccupazione o paranoia da neve, han pensato di alzare i prezzi. Tipo: un litro di latte a tre euro (almeno, stando a quanto trasmesso alla radio).
Primo negoziante:Siamo ricchi! Siamo riusciti a vender tutto.
Secondo negoziante: – Anche quei biscotti che…..
- Certo, a 7 euro al pacchetto.
- E le lattine di fagioli?
- Finite!
- La verdura?
- Venduta a peso d’oro!
- Il Latte?
- 3 euro al litro, a saperlo lo mettevo a 6.
- Benone! Tira fuori i bicchieri che brindiamo! Facciamoci un antipastino.
- Oh-oh… non abbiamo più niente…

Spleen der

C’è stato un tempo in cui abitavamo sul pianeta Effìmera; avevamo fondato la città di Bloggherìa e ci facevamo visita l’un l’altro salpando da Stazioni Di Sola Partenza o viaggando sul bel Camper di Riposo di Feritìn; perché i quartieri eran tanti e diversi e alcuni anche lontani.
C’erano le Torri dei Poeti e gli Antri dei Filosofi, i Muri del Pianto e i Giardini Matematici; Caffè Letterari non ne conoscevo, allora, ma Il Caffè della Peppina eccome; Covi Anarchici e Blu-Canteen;Salottini Lellici, Praterie StellariCineSpiagge e ClassiMiste: tutti ragionavano o cazzeggiavano con tutti,  dimentichi di essere ospiti.
In quanto McDadaistibevevamo Flüssigmalz mangiando WürstFrettau e Macedonia Baudelaire da  McDada’sma non sempreIn un cantuccio c’era pure un’ottima Cretineria.
Per strada potevi incontrare Monaci Bianchi, Streghe Assortite e Brumbri Impennati; Fatine Boreali e Cuccioli Da Salvare popolavano vicoli, viali e Piazze Di Sogno,
 dove Nica girava in blue-jazz e Pasion in Red.
 
E molto, molto altro, claro, tipo Sandroni e Romanine.
E musica, tanta.  
Splinder non c’è più e noi invece sì.
Uno solo mancava:  MIO CUGGINO.
Però, mi rode non poter più commentare con immagini e suoni.

A voi, no?

 

Ah ah! :( Che ridere !!

Uff!  Queste scosse mi hanno scossa…
 
A titolo scaramantico, eccovi una storiella di Dario Iacobelli .
Piacerebbe all’amico  Astrogigi. 
 
LA SECONDA FRA DIECI GIORNI
 
Per milioni di anni i Grandi Rettili furono padroni incontrastati.
 
- Non credevo che me ne sarei accorto se non avessi fatto le analisi per altri motivi. -
- Lei è fortunato, gliel’ho detto. Vedesse che devono sopportare quelli che sen’avvedono solo quando cominciano i disturbi. Lei è al primissimo stadio… anzi, direi che siamo in fase d’incubazione.
Faccia così: mi fa la prima punturina stanotte, poi fra dieci giorni ne fa un’altra per sicurezza, e vedrà che fra un mese… Mi stia bene, arrivederci. -
 
La sera fece la prima iniezione.
 
    Il cataclisma sconvolse l’intero mondo, l’asse terrestre si spostò solo di un centinaio di metri, ma l’effetto per il pianeta fu devastante. Per secoli la Vita sembrò scomparsa.
    Tutti gli esseri di una certa massa sparirono dalla faccia della Terra. Ma spore e piccoli unicellulari resistettero. Quando la Vita tornò ad organizzarsi, i suoi schemi furono più virulenti e veloci. E padrone incontrastato fu l’uomo, la forma perfetta: pollici e opinioni opponibili!
    Dal fango s’innalzò sulle prime palafitte e col ferro dettò legge sulla natura. Decise di rendersi visibile al cielo e nel grembo caldo del Nilo innalzò la Piramide, realizzazione di intuizione e sogno. Il Re che moriva, nel farla edificare, con la morteedificava l’immortalità.
    Ora aveva bisogno di un’organizzazione migliore, per cui scolpì le tavole della legge e le perfezionò al vento dolce  del ponentino fra le colonne del Foro nella grandezza dell’Impero. Ma la legge doveva raggiungere tutto il mondo esistente. Qualche secolo di oscura ricarica ed eccolo con rinvigorita energia spingersi verso le terre lontane, mentre allo stesso modo il piombo dei Guttemberg Tracciava nuove rotte di comunicazione. C’erano voluti uomini forti e spietati per raggiungere tutto questo, ma ora si decise che non ci arebbe stato più abuso dell’uomo sull’uomo, e nacque la democrazia, prima forma di autogoverno.
    Il sogno dell’ubiquità già rideva realizzato in ogni televisore, quando calpestò la bianc Luna una notte d’estate e gli occhi del Mondo furono come occhi d’un solo uomo.
Ma ancora non bastava ed allora scoprì le grandi arterie magnetiche, vere e proprie autostrade fra pianeti e galassie. Il grande balzo stava per compiersi.
 
Dopo dieci giorni fece la seconda.
 
    Un nuovo cataclisma spazzò via il pianeta Terra, e del fastidioso virus del sig. Cosmo non rimase né memoria né traccia.
 
 

Hannah

Da Fossoli,  Hannah è stata deportata al lager di  Auschwitz.

Non sa che è chiamato ‘campo di sterminio’, crede ancora di trovarsi in una prigione; crede che prima o poi uscirà, che rivedrà la sorella e la mamma, che forse tornerà a Venezia. Cerca di tenere salde le immagini rassicuranti dentro il suo cervello, dietro lo specchio dei suoi occhi che invece le rimandano visioni terrorizzanti. Desidera con tutta se stessa che il tempo scorra in fretta, affinché  quel che sembra un incubo, da cui si fa fatica a riemergere, finisca.
Presto capisce la verità: da lì non uscirà viva.  Si dà della stupida ed ora vorrebbe  fermarlo,  il tempo, che non si vada di corsa verso non sa quale orrore.
Quando era a Venezia, seduta in qualche Campo o lungo un Rio con le gambe a penzoloni, ripensava alle banalità enunciate dai grandi:  Se ci si diverte il tempo passa in fretta, sentenziavano, se ci si annoia non passa mai.  “Niente di più falso” ribatteva lei “il tempo si dilata se lo riempio; sono le giornate vuote a trascorrere a tradimento. Ieri, per esempio:  ne ho fatte di cotte e di crude, e mi pare impossibile che sia trascorso un giorno soltanto.”
Ecco, sì, pensa ora, posso fare così: allungare il tempo usandolo.  Non vorrebbe nemmeno dormire, nonostante lo sfinimento, ma cosa può fare più di quel che già la costringono a fare? Può occuparsi degli altri, ce n’è che stanno peggio di lei, quella donna con quella bambina piccola, appena arrivata, può aiutare a pulirla e cambiarla privandosi di qualche straccio. Sarà la sua nonna, o la bisnonna? Chissà…  Presto la piccola morirà, ma finché vive, che possa stare il meglio possibile, lei non sa di dover morire.
Ma la donna lo sa, e lei sa che lo sa, e  sa che lei sa che lo sa.  Con questa consapevolezza non riesce a guardarla negli occhi.
Prima di quanto si aspettasse, rientrando nella baracca, non le trova più. Non può fare niente per le compagne e quindi per lei stessa. Il tempo è scandito  a passo di morte, ma Hannah tenta ancora di fermarlo. Elabora  tutto in un minuto,  lunghissimo, che prova a rendere eterno:  se questo minuto lo scompongo in secondi, si dice, ed i secondi in momenti, ed ogni momento lo spezzetto in tanti istanti, e così via…  Ma se penso non funziona, spreco gli attimi, devo ancorarmi a qualcosa…. La neve ! ,  ce n’è tanta, e non un cristallo uguale all’altro, ecco, li vedo, li distinguo, salto su questo, è simmetrico, è come il mio nome palindromo, HAN-NAH;  mi perdo nella sua geometria, nel gioco di specchi, non mi basterà la vita per esplorarlo tutto…
La sua mente getta l’ancora in quel mare bianco, freddo e senza dolore.  E si sente in salvo.
Si salverà dai reumatismi, dai dolori del parto, da un  incidente sugli sci,  dalla vecchiaia; si salverà dall’impotenza di fronte alla sofferenza altrui; dalla paura di perdere una felicità intravista; si salverà dall’amore e dalla tragicità che segna la condizione di chi ama tra i mortali.  Il suo corpo si salverà dalla vita e la sua mente, senza saperlo, sarà sconfitta.
Il giorno dopo il camino scioglierà quel cristallo di neve, quella zattera, ma la sua anima sarà già salpata.

 

Fine

Postato altrove, scritto anni fa per un’amica persa di vista, la quale porta il nome di una ragazzina deportata con la sorellina e la mamma da Venezia e assassinata nel 1944 ad Auschwitz: Anna Scaramella.
Non è una storia vera, forse possibile. A differenza di Anna Frank che scelse la vita per la vita in sè, comunque fosse, questa bambina si distacca da essa.

 

UN RICORDO DI SAPORE FELLINIANO

Primo giorno di mare: Sono spalmata sulla sabbia, sotto un riparo di fortuna, assopita.

Emerge a tratti la consapevolezza di avere un figliolo lì in giro; in quei momenti, schiudo appena gli occhi e l’intelletto per scrutare il mare piatto.
In questo stato di dormiveglia ho una visione:
Una signora molto vecchia cammina sulle acque a decine di metri dalla riva; con una mano tien saldo il cappello sul capo, con l’altra si appoggia ad un bastone. Da qualche parte, non so se dentro o fuori da me, attacca una musica di Nino Rota.
Lo struggimento mi sveglia; la vecchia signora non c’è più: balzo in piedi…  :o   Molto distante dalla riva c’è una secca. Non lo sapevo.
 
Ps: Mi chiedo tutt’ora come abbia fatto ad arrivare fin là…..
 
E voi? Avete ricordi surreali da raccontarmi?  Dite, dite…
   

Sillypercaso

Buongiorno!

Siccome tenere un blog aggiornato e -ahimè- illustrato come si deve richiede un tempo di cui per ora non dispongo (tra l’altro devo reimparare a gestire il tutto -postumi del trasloco), vi racconto un fatterello personale che solo pochissimi sfortunati tra voi conoscono: condividete la nostra pena.

 

Il misfatto si compie nella mia piccolissima cucina, con alcuni bambini accalcati a tavola per la merenda.
Mi chiedono se ho dei würstel. Da pucciare nel tè, penso. (Ah, no, era un budino.)
Scruto nel tupperware: sì, ci sono, sotto le schifezzine, i bocconcini, le robioline.
Ma come poso il contenitore sul tavolo, mi accorgo di essermi sbagliata: dei würstel non c’è traccia. Boh..!
Lo riporto al frigo…  Ma…che sbadata, eccoli qui, proprio nel tupper. Come ho fatto a non vederli.
Lo riappoggio sulla tavola… SPARITI !
E ancora e ancora: vicino al frigo riappaiono, sul tavolo svaniscono.
Questa volta svuoto la vaschetta, sotto gli occhi colmi di aspettativa dei bambini: non tanto per i salamini (si mangiano il resto), quanto perché pensano stia recitando una scenetta e pregustano il finale.
Ueh!
:o sono quasi spaventata: non ci sono davvero!!
Torno confusa verso il frigorifero -col contenitore semivuoto- e realizzo con sgomento che i würstel altro non erano che le mie dita, intraviste sul fondo, in trasparenza.
Non dico niente, ripongo il tutto e vado a guardarmi allo specchio. 

auguri minatòri

Bene, inauguro questo mio insediamento con gli auguri di buone feste: che sia di buon auspicio per voi tutti e per me.

Ma… sentite un po’, anche voi siete ammorbati da messaggi terroristici di questo tipo: 

“…..se, entro 7 minuti e 77 secondi, rispedirai questa mail a 77 amici che ami diventerai ricchissima  -anche se non te ne deve importare nulla dato che coi soldi non si compra l’amore  il rispetto ecc ecc. Se invece non lo fai, ti accadrà qualcosa di terribile. Non ci credi? Ad un amico mio che l’aveva persa si è ammalata la figlioletta; quand’era in punto di morte, la sua segretaria l’ha ritrovata e inoltrata come richiesto e la ragazzina è guarita, non solo, ma gli ha dato subito un nipote; Una mia vicina l’aveva stracciata e in officina si è amputata una mano; allora l’ha recuperata e spedita (la lettera) e le è subito ricresciuta (la mano); ma poichè aveva aspettato più di 7 h e 77 ‘, le è cresciuta all’incontrario. A uno che l’ aveva dimenticata hanno investito il cane, ma appena l’ha inviata si è accorto che trattavasi del carlino dell’odiato vicino.  A un altro, per aver riso,  han rigato l’auto nuova, così ha smesso di ridere…” 

Eccetera.

 Secondo voi, uno che mi ama, mi manda una cosa simile :o ? 

 

CHE SENSO !

Allora:
Dovete sapere che, più che dalla sensazione tattile, più che dai colori, più che dai gusti, sono presa dai suoni e dai profumi.
In effetti sugli odori sono un po’ fissata: combatto il Fantasma Del Fritto (che talvolta cucino per glorificare dei sapori) e gli Spiritelli di Nicotina (io non fumo da mo’, ma altri sì) tenendo finestre spalancate in ogni stagione, possibilmente creando correnti cicloniche.
Di conseguenza, mi son beccata la sinusite.
Di conseguenza, mi si è tappato l’orecchio sinistro.
Di conseguenza, scuotendo la testa ci sento dentro il tintinnio di un campanellino.
Ho controllato: è un FA diesis.   SCOMODO ! ! ! 
Dico io: non sarebbe potuto essere un bel DO, un SOL, al limite un FA pieno, se pretendere il LA fosse stato troppo?
Comunque, ora sono in grado di darvelo, il LA.
Chiedetemelo, tacete qualche secondo e non fatevi sentire mentre ridete: ad occhi chiusi mi tapperò l’orecchio destro, farò NO-no-nononò-no col capino, emetterò tre flebili lamenti in scala e, quindi, vi elargirò un timido LA naturale.

Ps: Lo stavo provando in auto: ferma ad un semaforo, socchiudendo un occhio per sbirciare lo scatto del verde, ho notato lo sguardo a dir poco perplesso dell’autista in coda dietro di me. Ha messo la freccia e cambiato direzione.  

 

 Ma qualcuno mi sa dire se esistono significati o corrispondenze a riguardo delle note musicali, così come per i colori ecc? 
E poi, domanda ancora più importante: càpita anche a voi, magari anche solo qualche volta?

 

assenza e lontananza

La vita cambia di botto quando una persona cara esce all’improvviso e completamente dalla tua.
 Mica deve per forza morire: può essere che ti abbandoni , o che sia tu a doverle assolutamente sfuggire , o che insieme si decida di tagliare di netto per salvarsi (dicono che succeda).
Se si condivideva il quotidiano, tutto viene stravolto: ritmi, abitudini, tante cose non le farai più e sarai libera di farne altre. Ti sembrerà strano guardarti un film da sola e aver invece voglia di commentarlo con quella persona, per esempio, ricordando le volte che ti riusciva di uscire per conto tuo e come vivevi quei momenti: intimi e personalissimi ritagli di libertà.

In qualche modo, il cambiamento coatto segna un confine (ma forse coatti, i cambiamenti, lo son sempre).

Se al contrario non ci vivevi assieme, o vicino,  è sì  tutto diverso, maledizione, senza però che nulla cambi. Uno straniamento, una schizofrenia che a me manda in tilt.
 
Chi è lontano in chilometri pur essendo molto vicino sentimentalmente te lo porti sempre dietro: annoti senza volerlo ogni particolare per poterglielo raccontare, telefonare, scrivere. Una presenza sotto pelle. Una buona qualità di vita permette di tenere il passo di un amore grande  e la lontananza è un filo di oro e acciaio che lega, sei sicura che in ogni momento sia con te come un diamante piantato in mezzo al cuore.
Forse per questo motivo ho avuto amori sempre lontani; almeno finché ho potuto, cioè fino al figlio; confesso che in quel caso la coabitazione mi era stata quasi imposta dal padre, al quale sarò sempre grata per avermi fatto scoprire che è possibile godere della quotidianità condivisa, bisticciando con amore.
E ho anche capito perché ci si può legare tanto ad alcuni amici di blog, mai visti di persona: grazie a loro, a voi, le antenne son sempre sintonizzate.
Mi mancate affettivamente ed intellettivamente.

Bè. Due mesi fa o poco meno avevo iniziato una relazione che prometteva essere amorosa. Tra l’altro, sarebbe stato il primo fidanzato veronese. Un mese: non ha retto alla prima prova. O non abbiamo retto.
(BRUM… la battutaccia… evitala ché non posso risponderti… non fare il furbo!)
Già, perché il problema con Splinder non è risolto (mi han risposto anche grazie al vostro intervento, ma forse non dipende da loro); anzi, si è aggravato, dato che mi ha abbandonato il monitor.
Infatti, sto usandone uno preso in prestito.
 

  Ciaociao!! 
 

  .. Cosa che non avviene se non ci vivevi assieme, o vocino. .

storie di famiglia

 Visitors del mio cuore,
tra un po’ vado a riprendermi Mostrillo. 

 tra un po’ vado a riprendHa passato la giornata con gli Scout  per i consueti’4 passi di Primavera’, come chiamano la passeggiata in collina di 12 km. C’era la possibilità di aggregarsi, alcuni genitori l’han fatto. Ma ho preferito che si facesse la domenica per conto suo.

E’ una scusa, dite?  Avete in parte ragione… Ma mi ci vedreste lì in mezzo? Una incursione di branco nei boschi -certo più di 100 persone?
ORRORE ED ABOMINIO!! 

Così, ve la conto un po’ su.   

Ho rivisto parenti con i quali, pur non avendo mai interrotto i contatti, non mi incontravo  da tempo.
Mi hanno raccontato vecchie storie di famiglia, tipo quella della Rusìn, una vecchietta che,
negli anni 1940/50,  aiutava in casa Guarneri (mio bisnonno materno) (sì, quei Guarneri); non sapeva scrivere e  un nostro Sandro (allora bambino delle elementari)  a poco a poco le aveva insegnato a leggere ma, in quanto a scrivere, era riuscito solo a farle copiare il proprio nome: Rosa moglie di Eugenio detto Geni  il quale, a ottant’anni, si era tinto da solo i capelli facendoli diventare  un misto di arancione scuro e blu, e se ne girava d’estate con un berretto di lana perché non voleva lasciarseli tagliare, cosa che alla fine fece comunque perché ormai erano arancioni, blu e… bianchi.
Che tempi!

Il  bambino  è Sandro, in Svizzera,
durante la Seconda Guerra, credo.
Ci sono mia mamma, mia zia e una
cuginetta con la mia bisnonna.
 
 

 

NO COMMENT

Accolgo il suggerimento di Brum, re del pragmatismo, e rispondo aggiornando, come la volta scorsa.
Ad alcuni avevo risposto tramite PVT, anzi, CREDEVO di esser riuscita a raggirare Splinder; era invece lui ad aver imbrogliato me. Sono ancora tagliata fuori. Ho scritto alla redazione la quale ha gentilmente replicato che provvederà, dimenticando di sottolineare dieci volte in rosso l’uso del tempo futuro. O forse mi è sfuggito il condizionale.

 

Bè.

La foto del post precedente (non questa) :
La diavoletta a destra è la mia mamma, probabilmente stava escogitando qualche burla. Lo spilungone è il mio papà, si morde li labbro impacciato come fosse il primo ballo, invece avevan già due figli. La moretta sorridente è la mia super-zia.

Se non risolvo ‘sta storia del non potervi rispondere e neppure commentare e polemizzare da voi, smetto di scrivere. Mi mancate.
Al limite, posterò storielle, tipo Francesco e Angelina  I protagonisti son tutti bambini, si chiamano come i miei familiari - e dintorni- , per i quali le ho scritte. La maggior parte dei personaggi sono ispirati alle persone reali, altri ne portano solo il nome.
Giusto perché son già fatte.
E ne approfitterò per riordinare la casa, che in queste due settimane si è disfatta.
Non è mai stata un esempio di ordine, ma ora sembra un covo di banditi abbandonato all’improvviso dopo un mese di appostamento.
Fortuna che non ho la web cam.

Bè.B

Primavera non bussa, lei entra sicura anche in questo caso

Non ho scritto post su mia mamma, e quindi non la conoscete; ma lei conosceva voi perché le parlavo spesso dei miei amici ‘invisibili’; la cosa la affascinava e quando veniva a trovare me ed Alessandro amava girovagare sul mio blog e anche sui vostri.
Stavo preparandone uno, col suo permesso, che iniziava con una delle sue ultime uscite da brava Cristianarchica a proposito dell’ingerenza del Clero nella politica dello Stato laico: ” Gesù si è sempre rivolto alle coscienze in-di-vi-du-a-li  e stava alla larga dai politicanti. In effetti, gli unici citati nel vangelo sono Pilato ed Erode: non dico altro! “ 

Per il momento mi riesce doloroso continuarlo, ma presto lo farò, e sarà un post divertente, di certo.
E’ morta all’improvviso (e per lei senza dolore) undici giorni fa; mi piacerebbe pensare che abbia raggiunto dopo tanti anni il compagno della sua vita, mio papà,  che una volta disse: Se muoio per primo vi tengo un posto vicino ai finestrini.
Vedremo se ha mantenuto la parola!

Non vi ho risposto, e forse non vi risponderò nemmeno stavolta, perché ho la funzione commenti -e anche PVT- fuori uso, sul mio blog e non solo. Posso solo postare.
Perciò vi ringrazio e vi abbraccio tutti da qui.

Intanto, guardate se riuscite a indovinare chi sono Francesco e Angelina detta amorevolmente La Perfida (familiarmente Franco e Lalla) cresciuti e fidanzati e sposati da cinque anni.  E c’è pure la mia zia Sandra… protagonista di una prossima STURIELLETT.
A presto, invisibili amiche e amici miei!