LA RECESSIONE

Quella che voglio proporvi è la poesia di Pasolini, interpretata da Alice sulla musica di Mino De Martino. L’originale è stata scritta nel 1974 in dialetto friulano, poi tradotta in Italiano dallo scrittore stesso perchè venisse musicata.

http://paginecorsare.myblog.it/archive/2009/01/19/la-recessione-di-pier-paolo-pasolini.html

 

24 pensieri su “LA RECESSIONE

  1. Stavo per scrivere che tanto valeva scriverla in ostrogoto.
    Poi ho visto che almeno la canzone era in italiano. Fiuuuuuuu.
    Credo sia un mondo perduto… con i suoi pregi ed i suoi difetti. Non so se sia migliore questo… non lo so.
    Dubito che possa esistere un mondo davvero comunista… anzi direi di no.

  2. Brum, ringrazio x il commento tempestivo. In effetti, a me piace la canzone-poesia, e basta.

  3. Ma guarda cosa sei andata a scovare!!!
    Ci mancano i profeti come lui e in tempi come questi fa bene ritrovare quelli che furono recenti, grazie Lillo!

  4. Bellissima Donna, brava interprete, buona voce. Mi innamorai di Lei che ero ragazzino, ai tempi di Per Elisa, per intenderci (avevo 11 anni). Son rimasto sempre affascinato dalla sua eleganza, il suo non apparire, perennemente in controtendenza con lo showbiz italiano… e non mi stupisce che abbia avuto più successo in termini di dischi venduti e popolarità in paesi come Germania ed Austria piuttosto che in Italia.
    -
    Gli arrangiamenti, la melodia e la metrica del testo della "canzone-poesia" che ci stai facendo ascoltare mi ricordano molto Ivano Fossati.
    -
    Grazie per certi ricordi che mi sono riaffiorati.
    Buon proseguimento.
    Sandro

  5. Altro che passare a3.33….è stato un bell'ascoltare, e rivivere un bel periodo in cui la RAI osava. Grazie.

  6. La Rai osava, dice Carla….
    Ma anche oggi osa.
    Osa mandare in onda certe schifezze che se avesse anche solo un minimo di dignità non prenderebbe neppure in considerazione. Oh!

    Buonsabatosera………

  7. A zonzo???
    Sì…. uno zonzo che va dalla cucina al bagno e ritorno… proprio lo struscio del sabato sera, quello che nessuno vorrebbe perdersi!
    'notteeee!


  8. Cosa ti ha attirato? il nome del libro ? "  l'interpretazione di Alice, oppure i " ricordi" legati proprio a quegli odori!!
    ciao! nubechecorre

  9. No no, Nubechecorre, è proprio la canzone, ritrovata dopo più di 10 anni; l'hai ascoltat? Parole, musica, interpretazione. Guarda caso, era agganciata a quest'intervista.. Bel libro, pure. Anche se avrei preferito fare a meno dell''intro'. Ciao!

  10. :)Per l'8 Marzo, per la tv che osa, e in omaggio ai profeti che furono vi lascio nei links  iolosoxchecero ,  che ringrazio.

  11. un festa che è un paradosso nata dalla morte sul lavoro di tante donne lavoratrici….ma è un gran giorno perchè dalle donne nasce solo e sempre felicità serenità e sorrisi
    auguri bella signora a te a tutti coloro che sono con te..

  12.   !! recessione, recensione, giornale , evento , manifestazione .giornata della donna. 
    buon 8 marzo  a tutte voi che siate nubili, sposate, fanciulle e anziane , di ogni ceto sociale, di ogni religione, di ogni razza , di questa  terra oppure no !   
    nubechecorre

  13. questa poesia interpretata da Alice non la conoscevo proprio…meno male esser passata a dare un'occhiata: interessantissima!!! P.S. ma grazie per il link, troppo buona! Tanti auguri anche a te!

  14. uhm…potevo scrivere il mio commento in un italiano decisamente più corretto…^_^

  15. Lo zoccolo del cavallo toccherà la terra, 
    leggero come una farfalla, 
    e ricorderà ciò che è stato, 
    in silenzio, il mondo 
    e ciò che sarà.

    Bellissima!!

  16. Vorrei postare questa poesia trovata sul blog di Mauropiadi; Mi piace molto… del resto non ne conosco altre… son molto poco 'poetica' :(

    poesia di Jaroslav Seifert, ceco, tradotta da Mauropiadi

     

    “Mi chiedete cos’altro sanno fare le donne?”

    Mi chiedete cos’altro sanno fare le donne?
    Praticamente tutto!
    Se qualcuno distende sopra un abisso
    tre fili di paglia,
    con piede leggero l’attraversano.
    Come, non so spiegarlo,
    ma rammentate
    che i loro piedi hanno inventato la danza.
    Quand’hanno un po’ di tempo
    lavorano a croce per il bosco nero
    le foglie di felce.
    Se ardiscon però nel bosco di notte,
    con animo spengono i fuochi fatui,
    perché neppure nelle paludi
    il viandante abbia timore.
    Han consigliato poi ai timidi fiori
    di riempire i loro calici
    del familiare profumo.
    E loro stesse poi san far uso,
    come di spada, di profumi
    pericolosi ancor più
    che velenosi scorpioni tropicali.
    Ma, cosa ancor più straordinaria,
    hanno inventato i seni,
    ed essi sono belli
    come i castelli sulla Loira.
    Forse ancor più belli.
    E gli uomini, che sanno fare?
    Non molto.
    Si sono inventati guerra,
    miseria, disperazione e gemiti dei feriti.
    Sanno forgiare folli cannoni,
    ridurre città in macerie,
    e intanto mettono bene in mostra
    il meschino coraggio virile.
    Hanno inventato le pompe di benzina
    e l’emancipazione delle donne.
    E in cambio di baci fra le loro braccia
    han progettato per loro un sedile speciale
    perché una donna
    possa perfin lavorare
    nell’ultimo mese prima del parto.
    È così.
    Ed è tutto, addio, adieu.
    Volevate una mia filastrocca:
    eccola qui!

     

  17. :)Ciao Lory! Devo trovare il tempo e modo di registrarmi da te… ricambio gli auguri da qui!

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