Se Maometto non va al Mare….

 

 E’ ARRIVATO IL MARE.   Eccolo, dalla mia finestra.

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:-D    Non è vero!!!!!!!!!

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Eallora mi sa che ci andrò io ‘pirsonalmente di pirsona’, direbbe Catarella. Avrei già dovuto essere in Sicilia, e invece, anche per quest’anno, nisba. Sarò comunque al Sud, sull’isola di Corfù, da un’ amica: partenza improvvisa(ta)!

Purtroppo mi toccherà tornare per la fine del mese, dato che il Mostrillo si farà altre due settimane con gli Scout.

Avendo poco tempo a disposizione, piuttosto che i prediletti treni e traghetti ci serviremo dell’aereo, che non amo: la mia vita totalmente consegnata nelle mani di qualcun altro… Beh, va’, tutto sommato è meglio che ci pensi il pilota :-D !

L’unico vantaggio è che, avendo optato per il solo bagaglio a mano, viaggeremo leggeri, molto leggeri, AH! Mi sembra di tornare indietro nel tempo, quando giravo da sola, e nello zaino avrei potuto infilarmici pure io, pur avendo tutto l’indispensabile. 

Avete notato com’è facile e veloce preparare i bagagli quando si viaggia in auto? Quando ci si può caricare di qualunque ciarpame, che ‘non si sa mai’? Invece, ho iniziato a preparare la mia borsa ieri, e passo più tempo a levare roba piuttosto che a infilarcela.

Una cosa che resterà qui è il PC (e lo smartphone l’ho dato al Mostrillo), per cui vi saluto ora, dalla Terraferma benedetta. Viva l’Itaglia!

A presto, cari Visitors!

Per Emergency

“Ciao, per favore condividete  :-) Spero in qualche commissione, a fronte di un contributo non a me ma ad Emergency.  Stefano”

(Chi è interessato si rivolga a me nel caso non riesca a contattare direttamente
https://www.facebook.com/jjstt/media_set?set=a.10203818943183359.1073741828.1513210082&type=1.

Se fate girare l’appello, grazie)

Locandine per eventi vari (40 foto)

Banner per evento FB
Mostra fotografica di Emergency Al Tempio D’oro

 

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Venerdì Santo

Le tre madri   (DeAndré)


http://www.youtube.com/watch?v=wUhrjoW1bsI

“Tito, non sei figlio di Dio
ma c’è chi muore nel dirti addio”.
“Dimaco, ignori chi fu tuo padre
ma più di te muore tua madre”.

“Con troppe lacrime piangi, Maria,
solo l’immagine di un’agonia:
sai che alla vita, nel terzo giorno,
il figlio tuo farà ritorno;
lascia noi piangere, un po’ più forte,
chi non risorgerà più dalla morte”.

“Piango di lui ciò che mi è tolto,
le braccia magre, la fronte, il volto,
ogni sua vita che vive ancora
che vedo spegnersi ora per ora.

Figlio nel sangue, figlio nel cuore;
e chi ti chiama  Nostro Signore 
nella fatica del tuo sorriso
cerca un ritaglio di Paradiso.

Per me sei figlio, vita morente,
ti portò cieco questo mio ventre;
come nel grembo, e adesso in croce,
ti chiama amore questa mia voce.

Non fossi stato figlio di Dio
t’avrei ancora per figlio mio”.

Abbraccio tutti!!!

A presto

 

 

AMOR DI MAMMA

Amor di mamma  :-)

Questa me l’ha inviata mio fratello -sempre lui! Scattata a casa sua.

La dedico alla mia mamma, che avrebbe compiuto gli anni oggi, e al Mostrillo, che li farà dopodomani, e alla mia amica del cuore, che li ha fatti ieri. :-)

(Circondata dagli Arieti!!! Qualcuno si offre per compierli domani, il 10?)

 

Piovono Pesci

Stavo armeggiando in sala, quando mi  è entrato un pesciolino dal balcone.

Evidentemente è un animaletto domestico, dato che saltella qua e là per pochi centimetri – senza tuttavia lasciarsi acchiappare.

Meglio di quando mi toccava farmi carico di gatti marci (abitavo a pianterreno), ma, insomma, preferirei non avere questo dono francescano.

Vabbé…

OOPPS… Scusate: intendevo dire “un canarino”; è che con tutti questi pesci d’aprile…

Ebbene, cosa faccio? Devo decidere in fretta, prima che lo veda ‘chiunque’ altro!

Ps: Mio fratello mi dice di procurarmi una gabbia per pesci. La cercherò a Caprigliola, che è una barca nel  bosco.

 

Buona Primavera!

Bellissimo il lancio di polveri colorate (che sono – o dovrebbero essere – terre e pigmenti, non aniline); quello dell’acqua – o quel che è – un po’ meno!

 

Qui sotto, gli adulti colti e ben educati. Immaginarsi gli altri.

 

Se poi mostrassi quest’altro al Mostrillo, vorrebbe di sicuro trasferirsi lì:

 

H A P P Y  H O L I ! ! !
Aggiungo un consiglio: VESTIRSI DI BIANCO! Riutilizzare la primavera seguente, o tenere per ricordo, o lavare con candeggina!

 

The lunch date (corto)

Dopo ANNI che penso a come fare per ritrovarlo, ci sono riuscita:  ecco un cortometraggio proprio carino,  visto per caso in tv una notte fonda di vent’anni fa.

Vi lascio (per un po’) augurandovi di passare delle feste belle proprio come le volete.

:-*

scrisse Elsa Morante

Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuol rappresentare.”

Elsa Morante

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini.

 


25 aprile!

Due ciminiere e un campo di neve fradicia
Qui è dove sono nato e qui morirò.
Se un sogno si attacca come una colla all’ anima
tutto diventa vero, tu invece no.
Ma puoi quasi averlo, sai!
Puoi quasi averlo, sai!
Tu puoi quasi averlo, sai,
e non ricordi cos’ è che vuoi…

Ha ancora un senso battersi contro un demone

quando la dittatura è dentro te?
Lotti, tradisci, uccidi per ciò che meriti
fino a che non ricordi più che cos’ è.
Puoi quasi averlo, sai!
Puoi quasi averlo, sai!
Tu puoi quasi averlo, sai,
e non ricordi cos’ è che vuoi..
Fare parte di un amore anche se è finto male
fare parte della storia, anche quella più crudele.
Liberarti dalla fede e cadere, finalmente,
tanto è furbo più di noi.
Questo nulla, questo niente
puoi quasi averlo, sai,
tu puoi quasi averlo, sai!
Tu puoi quasi averlo, sai
e non ricordi cos’ è che vuoi,
non ricordi cos’ è che vuoi!
Se un sogno si attacca come una colla all’ anima
tutto diventa vero,
tu invece no.

Non so il perché del titolo del brano; forse per dare un senso di sfuggevolezza? Comunque, mi piace.

Voi che dite?

Tornerò fra qualche giorno, a presto!

 

….. (non anticipo)

Se vi piace, fatelo girare: cambiare prospettiva allena la mente, e una mente allenata pensa, ed è pensando che si smantellano i pre-giudizi; dopodiché, se vogliamo sparar sentenze, che almeno siano nostre.

O no?

Un po’ di musica:

 

Risonanza Magnetica (Post bugiardino)

Ho scoperto cos’è la Risonanza Magnetica. E se voi non lo sapete, ecco: ad onta della bellezza del termine, è la scansione delle parti molli del corpo, o almeno di quelle interessanti (ai fini dell’indagine medica, stupidini!). Il tutto avviene all’interno di un tubo abbastanza spazioso a meno di non essere claustrofobici; in ogni caso si può sempre strisciarne fuori o, se si è impediti, premere il campanello d’allarme, fornito all’uopo per venir salvati. Ora che ci penso… il campanello potrebbe essere finto, una specie di psicoplacebo – ma non ditelo ai claustrofobici di cui sopra. Nel mio caso, il tubo era giallastro-muro con una striscia nera verticale a una decina di centimetri dal naso. Avrebbero potuto mettercene anche una perpendicolare, così, già che c’ero,  mi sarei allenata per il sepolcro. Vi si viene inseriti (nel tubo) su di un comodo lettino, in slip e canottiera o abiti privi di parti metalliche; la temperatura è perfetta, gradevolissima, tanto che irresistibilmente le palpebre si abbassano e si pregusta il pisolino di… una mezz’oretta? Dipende da quanto misurate, ahahah!

Invece… PIA ILLUSIONE !! Subito parte un fracasso indescrivibile, quasi insopportabile, non per la qualità ma per il volume; una campionatura elettronica di fischi e sirene navali, martelli pneumatici e trapani da dentista, treni che deragliano, colpi di mitraglia e di Marco Masini sparati nel budello infernale.

Io mi sono difesa in questo modo: ho immaginato di essere una batterista e di suonare su una base. Drum & Base. Non solo sono sopravvissuta (benché sorda), ma, quando tutto finì, mi spiacque dover abbandonare un  pubblico plaudente e danzante.

Perciò, se aveste la sfortuna di dover fare una RM nonché la sventura di non aver senso del ritmo, procuratevi dei tappi auricolari belli tamugni. Auguri!

 

Una ‘bella’ mattina al catasto

22 giorni alle elezioni; da un lato vorrei avere più tempo per decidere, dall’altro vorrei che fosse già tutto finito, come quando si va dal dentista. Una volta mi recavo alle urne con orgoglio, ora mi assale il prurito ogni qualvolta ci penso.
E dire che è un diritto.
Ma se le istituzioni traballano e la burocrazia si pasce di se stessa, ebbene, la salvezza sta sempre nell’Uomo (e ancor più nella Donna, in questo caso) :
Ieri al catasto s’era scassato il distributore di numerini con conseguente putiferio, soppressione e scavalcamento dei meno combattivi, UGH-AH-UGH-AH-UGH! , e una tipetta maestrina (da me aiutata per la massimizzazione tecnica massimalizzata very high, e da una tipa tatuata, rapata e palestrata per il servizio d’ordine) ha preso alcuni fogli da un cestino, li ha fatti a striscioline, numerati e distribuiti sedando la rivolta, favorendo il gentile scambio di epiteti e la nascita di nuovi amori.
Ho apprezzato tanto la sua idea e soprattutto il fatto che l’abbia messa in pratica: in una città dove tutto è immobile all’ombra dell’Arena, grigio dentro e bello nostalgico fuori, un piccolo fatto come questo è una perla.
Ci son dovuta stare tutta la mattina, ma mi sono quasi riconciliata col mondo e persino divertita.

ag G giornamento (ancora Gaber ? ! ?)

Sì, scusatemi, ma nel post con  “MARIA http://persemprepermai.altervista.org/canzone-di-gaber/ sono stata un po’ fraintesa (mi vergogno a pronunciare questa frase :D ).

Oltre o ancor più che la delicatezza nell’affrontare il tema di un amore, intendevo evidenziare l’imbarazzo nel NON affrontare temi sociali, quindi sottolineare come fosse normale, e lontano, che tutti partecipassero alla vita politica, che tutti si sentissero cittadini, che volessero capire, scegliere, modellare uno stile di vita, partecipare; la canzone ‘La libertà… ecc… è partecipazione’ la conoscerete e il video ve lo risparmio (casomai è questo: http://www.youtube.com/watch?v=WYAIgWu_VXI).

E allora, cos’è accaduto? E’ al solito tutta colpa di Mediaset, conflitto d’interessi disconosciuto ecc, o è il normale implodere degli imperi?

In quanto a Gaber, sì, alcuni testi geniali, visionari, ma non per questo non comprensibili ai più; a volte era didattico (per esempio

 http://www.youtube.com/watch?v=r0zbQB7Qu2A

http://www.youtube.com/watch?v=P7t30vhxT68

Ci riusciva anche perché era un bravo intrattenitore: sedia, chitarra e una luce bastavano a tenerti legato al palco per un’ora e mezza non-stop.

Un video, però, lo piazzo; canzone nota ma riascoltabile:

 

Pietà!

Accendo la radio, e sento:     “IL MARTIRIO E’ FISSATO PER IL 21 GENNAIO”. 

Non so di che martirio si parlasse, né che radio fosse, perché ho spento prima che subito.

Dateci una tregua!

 

 

AGGIORNAMENTO.

Ho indagato. Si tratta di una festa, o meglio una rito religioso: la benedizione papale degli agnelli la cui lana servirà per confezionare un certo paramento vescovile.

E io che credevo riguardasse   UN ‘ ALTRA FINE DEL MONDO !
Ancora una volta sono scampata.  A Radio Maria.

Ps dubbioso: ma se usano solo la lana, perché lo chiamano ‘Martirio’? Forse perché a quel rito segue la cena?

Inazione, frustrazione, infiltrazione…

…emancipazione, partecipazione, realizzazione…

Mai avrei pensato che l’inazione forzata avrebbe comportato un problema, per una pigrona come me. Invece, oltre agli ovvi inconvenienti economici (non lavoro) e casalinghi (nemmeno in casa, oltre al minimo), mi abbatte il morale.

E come mai? Perché sento forte di non dare alcun contributo, benché minimo, al benessere sociale, al progredire dell’Uomo, alla bellezza del mondo. Che è già poca cosa anche quando sono in forma, eh! Però.. Il mio lavoro di abile (tra un po’ labile) artigiana era solo una briciolina ma c’era, ora è fermo; le visite con quattro chiacchiere alle mie vecchiette di quartiere, sospese; non do cene, e non ospito da mesi masnade di ragazzini, è il mio sempre dagli altri; e anche scrivere è difficile. Ciò mi crea frustrazione, divento intrattabile, e a momenti spreco pure il buono della situazione: più tempo col Mostrillo; il quale, quando ha pietà di me, mi permette di studiare con lui!

A peggiorar le cose c’è che siamo sotto elezioni, e allora questo senso di inutilità si acuisce, con la sgradevole sensazione di essere ininfluente e di perder di vista il senso.

E a proposito di elezioni, dato che questo post trabocca di parole che finiscono in ‘zione’, ho avuto la tentaZIONE di fare il collegamento azione – nazione  per… dare un respiro più ampio alla mia insoddisfaZIONE, ma so che non ci sareste cascati: azione deriva da agire, nazione da nascere. Però sarebbe stato carino.

Ora chiudo che devono farmi un’infiltraZIONE di nonsoché, come da titolo.  :D  Lì sì che ci siete cascati. Credevate che avrei scritto una spy-story?

Mi muovo (per dire). Ciao.

 

CIAO A TUTI ! (post senza duplicazione di grafemi e senza pretese)

Devo ispezionare la madia dei ricordi per sceglierne uno da conservare. Opto per lo scomparto “Infanzia”; lo apro e la musica m’investe: a casa nostra non mancava mai.

La muti con la sua radio . . .

 . . . e il papà coi suoi dischi di Swing e Calypso, Sinfonica e Bebop (quando non era lui medesimo a suonare per noi).

La domenica si pranzava con uno dei genitori, lo paterno, e con lui si andava giù pesante di Lirica; per gli altri avi, invece, ad ogni riunione familiare ci si tramutava in un Coro Alpino;

 E se ripenso a certe feste danzanti con le zie. . .

Durante il mese mariano, poi, ci capitava di rimanere comodi a tavola dopo cena e intonare le Laudi a Maria, con le finestre spalancate e i cuori al vento (sorprendendo i vicini, dato che non praticavamo un granché).

Ma eravamo già grandine, la mini sòra ed io, quando registravamo su nastro brani a due voci per poi cantarci sopra con la terza e la quarta (cose tipo CSN&Y)

Volendo andare un po’ avanti nel tempo, voilà i concerti estemporanei del papà insieme a certi strani tipi che transitavano per casa con bonghi e zaini (l’unica ragione per cui non venivano da lui respinti).

 E poi, ancora, il fratel minore col suo primo IBANEZ . . .

Il meglio, però, lo davamo in auto (sempre guidata da una Superzia); anche lì; in parte perché eravamo dei drogati musicomani, in parte per rimediare al mio mal d’auto perniciosus.

Uno dei nostri hit popolari, dato che ben si prestava a variazioni canore, era TUTI VA IN FRANCIA. La cosa comica è che solo ultimamente ho capito che “Tuti” non era la graziosa signorina che se la svignava in direzione di Parigi con le sue scarpine bianche, bensì “la moltitudine”, proferito in Friulano, che emigrava in cerca di lavoro.

L’ho scoperto grazie a Youtube, figurarsi.

Anzi, PER COLPA di Youtube !

E a voi non sono mai capitati simili fraintendimenti?

Abiamo un problema

Miei furbisimi Blogers, avete già capito di che si trata, vero?

Necesito di suporto  tecnico.

C’è una cachio di funzione che bloca i tasti premuti  per erore, salvandomi da pastici inaspetati.  Il tuto aviene a discrezione del PC (il quale pensa che premerne due di fila non sia belo); anche l’ativazione, da me non richiesta; e che non riesco a cancelare.

Ci abiamo provato insieme, Mostrilo ed io, aplicandoci per mez’oreta e pasa, ma senza suceso:  panelo di controlo > tastiera > ripetiz. carateri > ecetera  :(  NULA !

Ora come facio, acidenti?  Buto via tuto?

Chi tropo, chi niente

SOCORETEMI !

La vostra

Lilo

SPAM-PANATA

E BELLA FRITTA , sono, se ogni volta che mi assento per due o tre giorni – vabbè, diciamo per due o tre settimane… OK, OK ! due o tre mesi –  Bèh, se quando mi assento vengo presa d’assalto dai venditori di Viagra -anche per cani, anal, fetish, lesbian, slurp, ed insurance. Ne ho trovati circa millecinquecento, e il poco tempo che avevo a disposizione per il blog l’ho passato a spulciarli (senza aprirli, ché temo di beccarmi qualche brutta malattia) anziché a rispondere ai vostri cari commenti e a farvi visita;  ma lo farò al più presto.

Un abbraccio dalla vostra Lillo.

 “Sono in ufficio attorno alle 8.45, mi faccio un caffè, accendo il pc, cancello tutto lo spam, ed è già ora di tornare a casa.”

Perché pagare per l’inps

Quella che segue è una lettera di mia sorella Anna a LaRepubblica.

Perché pagare per 50 anni  l’inps ?

Ho un caro parente,  all’improvviso ha scoperto di avere una neoplasia diffusa , non si sa da dove sia partita , preceduta a un ictus .

Pronto soccorso per avere i primi esami , portando con se la moglie affetta da  “alzheimer”. Reparto solventi .

Due giorni 2900.00 euro ..ha dovuto pagare anche gli esami.

Rimandato a casa, ma la situazione peggiora , qualche giorno  e torna in ospedale dove con il bollino verde gli prenotano altri due esami , 10 gg. di attesa. e altri 10 gg. per avere una esito preciso.

Da quando si e’ accorto di avere la neoplasia e’ passato un mese . E ancora sta aspettando .

Sempre piu’ stanco e depresso , dove nemmeno l’assistenza sociale, pur interessandosi,  e’ stata  in grado di fornirgli  un posto.

Cosa gli e’ servito pagare l’inps? Ora avrebbe potuto permettersi  un clinica dove sarebbe stato assistito , dove avrebbero potuto fare subito gli esami, dove non avrebbe dovuto aspettare un mese … sembra un soffio un mese, ma per lui , forse era  vitale !

Magari non serebbe servito , forse il suo destino era gia’ segnato , ma le strutture della nostra societa’ avrebbero dovuto ripagarlo dell’impegno da lui preso per tanti anni .

Ogni giorno un po’ di lui se ne va !

Per quanto tempo quest’uomo sara’ in grado di aspettare ?

Anna

Passa altro tempo, 118, ed è ricoverato. Tardi, tardi.

Ora, vorrebbe tornare e morire a casa sua.

E ricomincia l’incubo burocratico affinché possa esaudire questo suo ultimo desiderio…

Kapuściński

E’ morto lo scrittore Ryszard Kapuscinski, che più di chiunque altro -persino di Chatwin- mi ha portato in giro per il mondo.

Vorrei dedicargli una canzone.

Pensavo a ‘Space Oddity’, ma i suoi viaggi sono tutto fuorché sconfinati spazi solitari e silenziosi…

o magari qualcosa di classico, in stile ‘on the road';  però, più che nomi di strade, lui riporta nomi di persone…

oppure ‘Find the River’ dei R.E.M. , o anche ‘Sì viaggiare’ del nostro;  ma se il viaggio può esser sì una ricerca interiore, ebbene, lui mi dice di cercare me stessa attraverso gli altri, altre culture, che mi fan da specchio e mi permettono di conoscermi.

Così, alla fine, gli dedico questa canzone d’amore che non c’entra niente ma trovo bellissima.

Sicuramente vi verrà in mente altro.

Se lo desiderate, prego, accomodatevi e lasciatemi il link delle vostre canzoni di viaggio preferite.

Intanto, godetevi questa.

 

IperTerra S.p.A.s.

http://ilfattaccio.org/tag/del/Calpestiamo tutti, indistintamente, una sottile crosta di lava indurita che ricopre una palla di fuoco lanciata nel buio universo a girare vorticosamente su se stessa, e pensiamo e ci comportiamo come se vivessimo in un ipermercato. Quando parliamo di cultura, forse, dovremmo incominciare da qui. Ieri sera, su Rai3 -purtroppo molto tardi, quando, ormai, anche gli insonni erano esasperati dalla visione del mozzicone del campanile rinascimentale, e assuefatti al dispiacere per le interviste nelle tendopoli- su Rai3, dicevo, parlavano di fracking (?) e di stoccaggio gas.

Oggi, su vari blogs, girano  post informativi.

Come questo, http://altocasertano.wordpress.com/2012/05/31/terremoto-emilia/ trovato da SuzieQ  suzieq11.wordpress.com, o quest’altro che, un po’ approssimativamente, smentisce e incolpa altri comportamenti http://tersiscio.blogspot.it/search/label/fracking e ancora http://www.cronachelodigiane.net/article-il-vermont-banna-il-fracking-105943199.html.

Eccetera, di link in link.

Sono davvero dispiaciuta: mi piaceva l’idea di sfruttare giacimenti naturali esauriti, dove un tempo c’era gas naturale, olio o acqua, e riutilizzarli come  “magazzini” per il gas (mi ero fatta una minicultura sul sito dell’ENI).

Magari, qualcuno più competente di me può chiarirmi le idee. Ad esempio, ‘sto fracking, in Italia, si fa o non si fa ? http://www.unita.it/scienza/notizie/fracking-chi-era-costui-1.417454

Andateci, su quei link: sono molto interessanti.

AGGIUNGO: con tutto ciò, non voglio dire  che, cambiando il nostro comportamento, la Terra smetta di essere una palla di lava che  vortica  eccetera!

IMMAGINE PRESA IN RETE



Colora la tua vita

DOMENICA, 27 MAGGIO

EMERGENCY DAY 2012 - 27 Maggio @ Parco ex Trotter, Milano      https://www.facebook.com/events/224086674371143/

Da  Wikipedia:

Nel territorio italiano, sono presenti circa 160 gruppi locali legati ad Emergency, per un totale di circa 4.000 volontari. Ogni gruppo territoriale promuove nella propria zona incontri rivolti a sensibilizzare ed informare 

l‘opinione pubblica sui temi della pace e della solidarietà: interventi nelle scuole di ogni ordine e grado, presenza con banchetti informativi e di raccolta fondi a mostre, concerti, spettacoli, partecipazione ad incontri e dibattiti in cui vengono fornite testimonianze dirette dell’esperienza dell’associazione.

 

Domenica 27 maggio, all’ex parco Trotter Milano, ci sarà uno di questi incontri.

Potete partecipare direttamente, o, come me, indirettamente, pubblicizzando e facendo girare questo link :

https://www.facebook.com/events/224086674371143/

Ci si vede, lì o qui !

(Ps: COLORA LA TUA VITA è il titolo della foto)

 

23 maggio 1992-2012

Video scoperto due anni fa grazie a  RedPasion .  Che ne dite?

  

Saluto  i miei cari Visitors, nonché gli amici che solitamente visito io:  scrivo da un pc ospitante, che non è sempre a disposizione. Infatti, questo è un post programmato : scritto oggi per domani. No, cioè… scritto ieri per oggi…  Beh, capìti. 
A presto!

 

Red,  lascio pure a te i miei saluti qui, anche se dubito che ci passerai. Manca la tua…come dire… elegante taglientezza.

Dalla parte del toro, o…

I due Mostrilli, dalla guardiola di un’entrata secondaria, guatano i calciatori che arrivano alla spicciolata per un allenamento; hanno corrotto il guardiano semplicemente salutando in Catalano. Un bel tipo, che ora intrattiene la cosmopolita amica mia e me parlandoci della Corrida, che un tempo riempiva le arene come ora il calcio riempie questo stadio.

Dice, caritatevolmente in Castigliano:  “A Barcelona la Corrida, intesa come Tauromachia, è stata vietata dall’inizio di quest’anno; era in declino già da tempo, e le arene riuscivano a non andare in perdita solo grazie ai turisti.”  Provo un moto di simpatia per gli Spagnoli, pensando che forse sbagliavo a considerarli  un tantino truculenti. Poi continua, appassionato, con la descrizione delle crudeltà inflitte al toro; finché lo interrompo, prima di svenire.

Riconsidero: forse un tantino  sanguinari lo sono, o almeno: questo LO E’, visto l’atteggiamento un po’ morboso. (Ripenso anche a una scultura intravista da un bus, che ora non riesco a recuperare: dei lupi che sbranano un cervo, tipo;  voi ne sapete qualcosa?)

Continua: “Esiste un’altra corrida, la Taurocatapsia, o corrida acrobatica; nell’arena il toro attacca l’acrobata, che deve schivarlo o, come i più bravi, saltarlo.



Lo fanno anche le ragazze: sfidare i tori, non attaccare i ragazzi… AHAHAH!!!” (scemo!) “Non è che questi tori siano più buoni; è che, non essendo tormentati, sono  meno aggressivi” (Beh, insomma… per me sempre troppo) “Poi, ci sono gli scervellati che si fanno inseguire per le strade di Pamplona. Ma quelli sono Baschi! ” (Ah, a me sembravano scervellati semplici.)

“La corrida acrobatica l’avevano inventata i Cretesi; ci sono le testimonianze sui muri del Palazzo di Cnosso.”

Ma costui, prima di fare il guardiano allo stadio, era una guida nella Plaza de Toros ? Nega, sempre con passione.

Mentre fa un scappata a controllare la sua guardiola, ho modo di pensare ai Greci antichi, coi loro Dei che, crudeli come bambini disinibiti, ne combinavano di tutti i colori, con Tori semidivini che si cibavano di Vergini e con tori veri che nelle arene venivan ‘saltati’ e non massacrati;  e poi alla cattolicissima Spagna…

Penso anche a quello che un’autista -incredula ancor più che indignata- ci aveva raccontato appena arrivati: “Mentre noi sputiamo sangue (!) il nostro Re se ne va in Africa  A CACCIA D’ELEFANTI !  Che è proibita ! E non si è nemmeno portato dietro la Regina ! E pure di nascosto: se non fosse stato per un incidente, non l’avremmo neanche saputo !!! ”

Ma non ho il tempo di ragionarci su, perché il bel guardiano, soddisfatto, torna da noi e prosegue la lezione: aggiunge orgoglioso che la tauromachia è stata abolita solo nella Catalogna e, se ho ben capito, nelle isole Canarie; nel resto della Spagna tiene.

Con questa distinzione, prende le distanze dal resto della nazione che, Baschi a parte, è castigliana, dominata da Madrid, eterna antagonista sportiva e politica di Barcellona. E questo spiega anche l’attaccamento – ai miei occhi eccessivo – alla squadra calcistica della città, il BARÇ, i cui feticci imperversano ovunque; e non a caso il motto della Polisportiva Barcelona è Més que un club, scritto coi sedili sulle gradinate di Camp Nou, il bellissimo stadio.

Però questa è un’altra storia; che il loquace guardiano ci racconta, ma che ora non riporto.

Ringraziamo l’Appassionato (in Catalano), acchiappiamo i due ragazzini recalcitranti come torelli e ce ne andiamo.

…Olé! 

la Barçarola

Sui nostri quattro giorni a Barcellona, regalo collettivo per il compleanno del Mostrillo Alejandro .
Ho scoperto che i viaggi mordi e fuggi non fanno per me: ho bisogno di troppo tempo per ambientarmi, soprattutto se mi sposto in aereo (d’obbligo, in questi casi).
Ma il soggiorno si è rivelato più che gradevole, grazie alla sistemazione: un micro appartamento a Santa Caterina, quartiere piuttosto centrale, in zona pedonale, con LA finestra affacciata su una piazzetta che offriva, oltre al mercato rionale:  Kebab, Pizza Paco, ristorantino tipico gestito da due ragazze italiane :-)  (e cuoca Catalana), un bar tipo happy-hour e uno tipo bicér de vin, in cui seguire la partita Barça-RealMadrid (purtroppo perduta); e, soprattutto, schiere di ragazzini/e con pallone che dalla strada chiamavano: Alejandro!!! Clemente!!! Vamos a jugar! (in Spagnolo, dato che al Catalano non eravamo preparati).

Insomma, a parte las Ramblas, Gaudì, el Barrio; Le chiese, le tapas, il flamenco… e soprattutto CAMP NEU (lo stadio)  che ci ha preso un giorno intero…    la solita vita  :D 

Ma non a tavola.

La cosa che più mi è piaciuta,
oltre alla vita di quartiere?  Il ponte girevole! e IL VENTO, e gli spostamenti coi mezzi pubblici, quando i piedi si rifiutavano di portarci oltre.

(segue)

 

 

LO SCEMO DEL VILLAGGIO… GLOBALE

L’amico Capehorn, direttore del famigerato Ufficio Facce,   (http://quellidel54.wordpress.com/2012/04/27/ufficio-facce-aprile-2012-2/) dispera la mancanza di Stupidi autentici. Ah, la stupidera dei bei tempi andati!

MA  IO  SCOMMETTO  CHE  NON  E’  COSI’  !

Fatemi vedere di cosa siete capaci:

vi voglio acutamente ottusi, brillantemente obnubilati, furbescamente tonti.

Fuori un’idea… la più sagacemente stupida; fuori foto, vignette, ricordi, progetti…

verrete premiati con… qualcosa di altrettanto abbietto (accetto, anzi, caldeggio suggerimenti).

Ps: c’è un’espressione che mi piace tanto: ‘CRETINETTI  IN  VACANZA’.
Qualcuno mi sa dire da dove viene?

 

AGGIORNAMENTO:  Una mia stupidata
Anni fa, camminando come debosciati per le vie del centro, G. ed io vedemmo una scritta campeggiare sul muro di un palazzo:
FORZA  NUOVA.
Proprio davanti all’atelier della a voi già nota Amaranta!
Supponemmo che le ferisse gli occhi.
Mi si accese la solita lampadina e proposi di modificare la scritta in
FORZA UOVA
(si era sotto Pasqua): proposta accettata.
Senza dare nell’occhio, grattai delicatamente un centimetro quadrato d’intonaco; una volta in laboratorio, riprodussi il colore da applicare sulla N per cancellarla.
Appuntamento davanti alla scritta e… via, all’opera!
Sarebbe toccata a me l’esecuzione della burla; ma, si sa, gli uomini…
“E’ rischioso, tu fai da palo.” … qualche volta conviene accontentarli.
Così, lui lavorava di pennello, io occhieggiavo.
All’arrivo di due tizi, via, giro del palazzo e poi di nuovo lì,
ad ammirare la nostra opera.
Solo che, nella fretta, lui aveva cancellato, anziché la N, la F.
Risultato:
ORZA  NUOVA.
Una setta velista del Garda?
 Mi prendono in giro ancora adesso  :/  !


Auguri, Mostrilli!

11 Aprile 2011: Alessandro (Mostrillo Figlio Di Lillo) compie 11 anni. Come sempre, festa ai giardinetti.  Anzi, doppia festa, dato che a compiere gli anni sono in due: lui e l’ottimo Leonardo. 

Questi sono i biglietti d’invito (cartacei)  per i compagni; dalla prima elementare alla quinta (…salta sull’astronave/sul batiscafo/sull’aeroplano… e vieni alla nostra festa…).


SPAZIO , VII

ACQUA , VIII

 ARIA , IX

                                               

 FUOCO , X

TERRA , XI

Ps:  L.A. , oltre che per Leonardo e Alessandro, sta per Los Angeles; ché non siamo mica qui a lisciare i ricci ai porcospini! 

AGGIORNAMENTO:
Mercole e Giove Pluvio ! !
Festa rimandata, causa diluvio e palude ai giardinetti (non a caso chiamati ‘dei Coccodrilli’). Nel frattempo si è aggiunta la Francesca;
quindi, il Taxi farà  Los Angeles – San Francisco e -forse- ritorno.
DISASTRO !
Ho cancellato i vostri commenti  e le mie risposte!

 

9 aprile

 

Da  Zonzo:

La canzone seguente, che mi incantava, è  per la mia mamma;  ma la dedico anche a Lucio Dalla -il suo cantautore preferito- e al mio papà, che è quello de  “..lo stesso colore in fondo agli occhi tuoi..”  della canzone.

AUGURI  A  TUTTI …   I  VIVI  :D   !!!

Il nostro agente in Giudea

“Caifa mi ha detto – riprese – che questo nuovo reuccio del deserto, questo ennesimo unto del loro dio non dobbiamo arrestarlo né punirlo ma anzi aiutarlo e proteggerlo. Dice che la situazione è assai tesa, che gli Ebrei aspettano un messia che stermini i Romani, che ci sono molti aspiranti al ruolo di messia e tutti parlano di guerra, e che Gesù il Nazireo parla di pace.”

Passarono alcuni minuti, lo schiavo bendava le mani di Pilato, Afranio mordicchiava dei datteri, nessuno parlava. Finalmente il prefetto di Giudea si voltò verso il poliziotto. “Che cosa ne pensi, Afranio?”

Il piccolo Greco si tolse di bocca il nocciolo del dattero e si strinse nelle spalle. “Che cosa abbiamo da perdere?” chiese. “Se non funziona, possiamo sempre ucciderlo.” 

mimmiMio fratello mi ha prestato un bel giallo storico (di cui il brano sopra è un estratto):    Il nostro agente in Giudea , di Franco Mimmi, pubblicato da DIABASIS.

Se vi interessa il genere e non l’avete già letto, non perdetevelo.

AGGIORNO:

Vi lascio a questo post pasquale e parto per una vacanzina pasquale: torno per qualche giorno al paesello natio, dove incontrerò i miei pochi ma buoni parenti. 

Auguri a tutti!

 

Ciascuno ha la congiunzione che si merita

http://www.astroperinaldo.it/blog/il-cielo-di-notte/incontro-tra-due-pianeti-venere-e-giove-in-congiunzione/

 

I pianeti Venere e Giove si incontrano (tranquilli, è solo una visione prospettica!), e da due giorni ammorbo tutti quelli che incontro:
” Tu chi ci vedi? Ti ricorda qualcuno? Mi racconti una storia? “
Persino sul web.

 

Per il momento, vince la risposta ricevuta da Melogrande:
” Ci vedo Giunone sulla soglia di casa col matterello in mano. “
E voi, cosa mi dite?
AGGIORNAMENTO del 16 marzo: 
Si riallontanano, per altri 13 mesi.

10 marzo, Giornata della Donna

In occasione dell’ 8 marzo, RI-ripropongo questo vecchio post (risale al 2011) non mio, che trovo ancora valido; mentre io non ho niente da dire.

‘Stavolta senza chiedere il permesso.    Speriamo bene…  :\ …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

 Utente: egle1967 Ecco un  commento lasciato ieri dall’amica Egle. 

Mi è piaciuto per originalità al punto di volerlo evidenziare,
per tutti voi:

Ieri mi sono piovuti auguri da donne e uomini; io educatamente ringraziavo, ma non sapevo bene per cosa (e forse neanche loro).
Ho pensato a che significato potesse avere -oltre a quello della commemorazione del fatto storico che hai raccontato a tuo figlio- il significato che poteva avere, dicevo,  per me.
In quanto persona/donna mi sono sentita io in animo di ringraziare coloro che apprezzano non solo me come persona, ma, in particolar modo, ME in quanto donna.
Quindi ho comprato dei fiori, per mio figlio e per il mio compagno.
A mio figlio li consegnerò stasera (ieri non era con me) e lo ringrazierò per la possibilita’ che mi dà di esprimere sentimenti come la protezione, la responsabilita’, l’amore senza giudizio, senza competizione.
Per il mio compagno ho voluto essere coerente con i miei sentimenti ed allora, prima gli ho tirato tre pugnetti dicendogli che erano per tutte le volte che mi aveva fatto sentire “una merda” e poi gli ho dato i fiori, ringraziandolo per le volte in cui mi aveva fatto sentire una vera donna, in cui mi aveva viziato, amato, e desiderato in quanto donna.
Ce ne sono, per entrambi, di motivi per cui ringraziarli – altri, intendo- ma quelli riguardano la “persona Egle” e non , nello specifico, la “donna Egle”. 

  Egle

 

Ah ah! :( Che ridere !!

Uff!  Queste scosse mi hanno scossa…
 
A titolo scaramantico, eccovi una storiella di Dario Iacobelli .
Piacerebbe all’amico  Astrogigi. 
 
LA SECONDA FRA DIECI GIORNI
 
Per milioni di anni i Grandi Rettili furono padroni incontrastati.
 
- Non credevo che me ne sarei accorto se non avessi fatto le analisi per altri motivi. -
- Lei è fortunato, gliel’ho detto. Vedesse che devono sopportare quelli che sen’avvedono solo quando cominciano i disturbi. Lei è al primissimo stadio… anzi, direi che siamo in fase d’incubazione.
Faccia così: mi fa la prima punturina stanotte, poi fra dieci giorni ne fa un’altra per sicurezza, e vedrà che fra un mese… Mi stia bene, arrivederci. -
 
La sera fece la prima iniezione.
 
    Il cataclisma sconvolse l’intero mondo, l’asse terrestre si spostò solo di un centinaio di metri, ma l’effetto per il pianeta fu devastante. Per secoli la Vita sembrò scomparsa.
    Tutti gli esseri di una certa massa sparirono dalla faccia della Terra. Ma spore e piccoli unicellulari resistettero. Quando la Vita tornò ad organizzarsi, i suoi schemi furono più virulenti e veloci. E padrone incontrastato fu l’uomo, la forma perfetta: pollici e opinioni opponibili!
    Dal fango s’innalzò sulle prime palafitte e col ferro dettò legge sulla natura. Decise di rendersi visibile al cielo e nel grembo caldo del Nilo innalzò la Piramide, realizzazione di intuizione e sogno. Il Re che moriva, nel farla edificare, con la morteedificava l’immortalità.
    Ora aveva bisogno di un’organizzazione migliore, per cui scolpì le tavole della legge e le perfezionò al vento dolce  del ponentino fra le colonne del Foro nella grandezza dell’Impero. Ma la legge doveva raggiungere tutto il mondo esistente. Qualche secolo di oscura ricarica ed eccolo con rinvigorita energia spingersi verso le terre lontane, mentre allo stesso modo il piombo dei Guttemberg Tracciava nuove rotte di comunicazione. C’erano voluti uomini forti e spietati per raggiungere tutto questo, ma ora si decise che non ci arebbe stato più abuso dell’uomo sull’uomo, e nacque la democrazia, prima forma di autogoverno.
    Il sogno dell’ubiquità già rideva realizzato in ogni televisore, quando calpestò la bianc Luna una notte d’estate e gli occhi del Mondo furono come occhi d’un solo uomo.
Ma ancora non bastava ed allora scoprì le grandi arterie magnetiche, vere e proprie autostrade fra pianeti e galassie. Il grande balzo stava per compiersi.
 
Dopo dieci giorni fece la seconda.
 
    Un nuovo cataclisma spazzò via il pianeta Terra, e del fastidioso virus del sig. Cosmo non rimase né memoria né traccia.
 
 

UN RICORDO DI SAPORE FELLINIANO

Primo giorno di mare: Sono spalmata sulla sabbia, sotto un riparo di fortuna, assopita.

Emerge a tratti la consapevolezza di avere un figliolo lì in giro; in quei momenti, schiudo appena gli occhi e l’intelletto per scrutare il mare piatto.
In questo stato di dormiveglia ho una visione:
Una signora molto vecchia cammina sulle acque a decine di metri dalla riva; con una mano tien saldo il cappello sul capo, con l’altra si appoggia ad un bastone. Da qualche parte, non so se dentro o fuori da me, attacca una musica di Nino Rota.
Lo struggimento mi sveglia; la vecchia signora non c’è più: balzo in piedi…  :o   Molto distante dalla riva c’è una secca. Non lo sapevo.
 
Ps: Mi chiedo tutt’ora come abbia fatto ad arrivare fin là…..
 
E voi? Avete ricordi surreali da raccontarmi?  Dite, dite…
   

Sillypercaso

Buongiorno!

Siccome tenere un blog aggiornato e illustrato come si deve richiede un tempo di cui per ora non dispongo (tra l’altro devo reimparare a gestire il tutto: postumi del web-trasloco), vi racconto un fatterello personale che solo pochissimi sfortunati tra voi conoscono: condividete la nostra pena.

Il misfatto si compie nella mia piccolissima cucina, con alcuni bambini accalcati a tavola per la merenda.
Mi chiedono se ho dei würstel. Da pucciare nel tè, mi pare. (Ah, no, era un budino.)
Scruto nel tupperware: sì, ci sono, sotto le schifezzine, i bocconcini, le robioline.
Ma come poso il contenitore sul tavolo, mi accorgo di essermi sbagliata: dei würstel non c’è traccia. Boh..!
Lo riporto al frigo…  Ma…che sbadata, eccoli qui, proprio nel tupper. Come ho fatto a non vederli.
Lo riappoggio sulla tavola… SPARITI !
E ancora e ancora: vicino al frigo riappaiono, sul tavolo svaniscono.
Questa volta svuoto la vaschetta, sotto gli occhi colmi di aspettativa dei bambini: non tanto per i salamini (si mangiano il resto), quanto perché pensano stia recitando una scenetta e pregustano il finale.
Ueh!
:o sono quasi spaventata: non ci sono davvero!!
Torno confusa verso il frigorifero -col contenitore semivuoto- e realizzo con sgomento che i würstel altro non erano che le mie dita, intraviste sul fondo, in trasparenza.
Non dico niente, ripongo il tutto e vado a guardarmi allo specchio. 

auguri minatòri

Bene, inauguro questo mio insediamento con gli auguri di buone feste: che sia di buon auspicio per voi tutti e per me.

Ma… sentite un po’, anche voi siete ammorbati da messaggi terroristici di questo tipo: 

“…..se, entro 7 minuti e 77 secondi, rispedirai questa mail a 77 amici che ami diventerai ricchissima  -anche se non te ne deve importare nulla dato che coi soldi non si compra l’amore  il rispetto ecc ecc. Se invece non lo fai, ti accadrà qualcosa di terribile. Non ci credi? Ad un amico mio che l’aveva persa si è ammalata la figlioletta; quand’era in punto di morte, la sua segretaria l’ha ritrovata e inoltrata come richiesto e la ragazzina è guarita, non solo, ma gli ha dato subito un nipote; Una mia vicina l’aveva stracciata e in officina si è amputata una mano; allora l’ha recuperata e spedita (la lettera) e le è subito ricresciuta (la mano); ma poichè aveva aspettato più di 7 ‘ e 77 ”, le è cresciuta all’incontrario. A uno che l’ aveva dimenticata hanno investito il cane, ma appena l’ha inviata si è accorto che trattavasi del carlino dell’odiato vicino.  A un altro, per aver riso,  han rigato l’auto nuova, così ha smesso di ridere…” 

Eccetera.

 Secondo voi, uno che mi ama, mi manda una cosa simile :o ? 

CHE SENSO !

Allora:
Dovete sapere che, più che dalla sensazione tattile, più che dai colori, più che dai gusti, sono presa dai suoni e dai profumi.
In effetti sugli odori sono un po’ fissata: combatto il Fantasma Del Fritto (che talvolta cucino per glorificare dei sapori) e gli Spiritelli di Nicotina (io non fumo da mo’, ma altri sì) tenendo finestre spalancate in ogni stagione, possibilmente creando correnti cicloniche.
Di conseguenza, mi son beccata la sinusite.
Di conseguenza, mi si è tappato l’orecchio sinistro.
Di conseguenza, scuotendo la testa ci sento dentro il tintinnio di un campanellino.
Ho controllato: è un FA diesis.   SCOMODO ! ! ! 
Dico io: non sarebbe potuto essere un bel DO, un SOL, al limite un FA pieno, se pretendere il LA fosse stato troppo?
Comunque, ora sono in grado di darvelo, il LA.
Chiedetemelo, tacete qualche secondo e non fatevi sentire mentre ridete: ad occhi chiusi mi tapperò l’orecchio destro, farò NO-no-nononò-no col capino, emetterò tre flebili lamenti in scala e, quindi, vi elargirò un timido LA naturale.

Ps: Lo stavo provando in auto: ferma ad un semaforo, socchiudendo un occhio per sbirciare lo scatto del verde, ho notato lo sguardo a dir poco perplesso dell’autista in coda dietro di me. Ha messo la freccia e cambiato direzione.  

 

 Ma qualcuno mi sa dire se esistono significati o corrispondenze a riguardo delle note musicali, così come per i colori ecc? 
E poi, domanda ancora più importante: càpita anche a voi, magari anche solo qualche volta?

 

assenza e lontananza

La vita cambia di botto quando una persona cara esce all’improvviso e completamente dalla tua.
 Mica deve per forza morire: può essere che ti abbandoni , o che sia tu a doverle assolutamente sfuggire , o che insieme si decida di tagliare di netto per salvarsi (dicono che succeda).
Se si condivideva il quotidiano, tutto viene stravolto: ritmi, abitudini, tante cose non le farai più e sarai libera di farne altre. Ti sembrerà strano guardarti un film da sola e aver invece voglia di commentarlo con quella persona, per esempio, ricordando le volte che ti riusciva di uscire per conto tuo e come vivevi quei momenti: intimi e personalissimi ritagli di libertà.

In qualche modo, il cambiamento coatto segna un confine (ma forse coatti, i cambiamenti, lo son sempre).

Se al contrario non ci vivevi assieme, o vicino,  è sì  tutto diverso, maledizione, senza però che nulla cambi. Uno straniamento, una schizofrenia che a me manda in tilt.
 
Chi è lontano in chilometri pur essendo molto vicino sentimentalmente te lo porti sempre dietro: annoti senza volerlo ogni particolare per poterglielo raccontare, telefonare, scrivere. Una presenza sotto pelle. Una buona qualità di vita permette di tenere il passo di un amore grande  e la lontananza è un filo di oro e acciaio che lega, sei sicura che in ogni momento sia con te come un diamante piantato in mezzo al cuore.
Forse per questo motivo ho avuto amori sempre lontani; almeno finché ho potuto, cioè fino al figlio; confesso che in quel caso la coabitazione mi era stata quasi imposta dal padre, al quale sarò sempre grata per avermi fatto scoprire che è possibile godere della quotidianità condivisa, bisticciando con amore.
E ho anche capito perché ci si può legare tanto ad alcuni amici di blog, mai visti di persona: grazie a loro, a voi, le antenne son sempre sintonizzate.
Mi mancate affettivamente ed intellettivamente.

Bè. Due mesi fa o poco meno avevo iniziato una relazione che prometteva essere amorosa. Tra l’altro, sarebbe stato il primo fidanzato veronese. Un mese: non ha retto alla prima prova. O non abbiamo retto.
(BRUM… la battutaccia… evitala ché non posso risponderti… non fare il furbo!)
Già, perché il problema con Splinder non è risolto (mi han risposto anche grazie al vostro intervento, ma forse non dipende da loro); anzi, si è aggravato, dato che mi ha abbandonato il monitor.
Infatti, sto usandone uno preso in prestito.
 

  Ciaociao!! 
 

  .. Cosa che non avviene se non ci vivevi assieme, o vocino. .

NO COMMENT

Accolgo il suggerimento di Brum, re del pragmatismo, e rispondo aggiornando, come la volta scorsa.
Ad alcuni avevo risposto tramite PVT, anzi, CREDEVO di esser riuscita a raggirare Splinder; era invece lui ad aver imbrogliato me. Sono ancora tagliata fuori. Ho scritto alla redazione la quale ha gentilmente replicato che provvederà, dimenticando di sottolineare dieci volte in rosso l’uso del tempo futuro. O forse mi è sfuggito il condizionale.

Bè.

La foto del post precedente (non questa) :
La diavoletta a destra è la mia mamma, probabilmente stava escogitando qualche burla. Lo spilungone è il mio papà, si morde li labbro impacciato come fosse il primo ballo, invece avevan già due figli. La bella moretta sorridente è la mia super-zia Sandra, bella tuttora.

Se non risolvo ‘sta storia del non potervi rispondere e neppure commentare e polemizzare da voi, smetto di scrivere. Mi mancate.
Al limite, posterò storielle, tipo Francesco e Angelina  I protagonisti son tutti bambini, si chiamano come i miei familiari – e dintorni- , per i quali le ho scritte. La maggior parte dei personaggi sono ispirati alle persone reali, altri ne portano solo il nome.
Giusto perché son già fatte.
E ne approfitterò per riordinare la casa, che in queste due settimane si è disfatta.
Non è mai stata un esempio di ordine, ma ora sembra un covo di banditi abbandonato all’improvviso dopo un mese di appostamento.
Fortuna che non ho la web cam.

Bè.B

per girar pagina (da qualche parte bisogna pur)


 

Ecco l’aggiornamento.
 Sono dell’anno scorso,
ché questo non ho 
tanta voglia di fare la
 cretinetti
(semmai aggiungerò una fotina in seguito).

           ……………..…….……….………………..…….…….……..…….

. . ..... . . ..       

RI-AGGIORNO  IN  LOCO : 

Allora, già che si è in tema di carnevalate, facciamo un salto in Parlamento:

Ma voi, a proposito delle famigerate quote rosa , cosa ne pensate?
Intendo: una donna gestirebbe diversamente il potere?  Sarebbe meno corruttibile?
 
Al di là dei luoghi comuni sia pur sensati del tipo ‘Ci son buoni e cattivi da ambo le parti’ , o ‘Le donne hanno una marcia in più perché abituate ad organizzare eccetera’ oppure ‘Hanno una marcia in meno perché si sentono già nobilitate dal fatto di esser donne e quindi bla…’. E ok che sarebbe meglio il 50, e che sono oserei dire umilianti, e che però da qualche parte si deve pur.
Avete esempi concreti da portare?
 
Penso che parecchie donne in gamba e competenti nel lavoro, anche politico,  si trovino a far conti stretti con l’organizzazione di un paese che non è per donne, perciò qualche proposta concreta sul come farlo funzionare meglio potrebbe essere messa in atto, e così iniziare davvero il cambiamento. Dalle cose quotidiane.
 
A fagiuolo, prendiamo l’integrazione razziale: chi, più delle mamme, dopo il lavoro, si trova a condividere chiacchere e merende ai giardini e a casa di una o dell’altra tra compagni di scuola Islamici o Indiani o Filippini o Centrafricani? (Ma i Cinesi… ?) Con conseguente contatto reale coi problemi pratici, più che di principio.
 
Però.. però.
 
Io ho un po’ il pallino della criminalità organizzata che strangola le istituzioni. Mi domando se le donne potrebbero venirne a capo diversamente.
 
Voi che ne dite?   
E se sì, perché?  Come?
    
   

          

INGURGIGRUGNI EROSORE ACIDODICA

     SOS11022011SOS   
1    Un fiore invitante, tumido, bello;
1    un colono curioso e con poco cervello.  Lo
0    zero in botanica: l’avresti pensato?
2    due bei bocconi ed il conto è saldato.
2    Due soli minuti e sei già digerito,
0    zero secondi e sputato è il vestito.
1    Un fiore mutante che ieri non c’era;
1    una Felce che chiede:  “Di cosa sapeva?”
   

Era il marito di Aissia, abbandonato a se stesso il primo febbraio duemiladieci (01.02.2010), chi lo ricorda? ( http://persemprepermai.altervista.org/01-02-2010/ )
E l’amante di Ada che fine avrà fatto?
Magari lo scopriremo il trentun febbraio duemilatredici.
(31.02.2013).

 Arrivederci ! ! 

..………………………………………………………

  ! ! Ci siete cascati !  

 Al due febbraio duemilaventi (02.02.2020), allora.

  

O vi scanso o vi scanno

O vi scannerizzo, o vi scansisco, o vi scansiono.
Già, perché finalmente ho uno SCANNER , termine inglese che sta per congegno periferico per la conversione di oggetti o immagini in immagini digitali.
Non voglio scrivere di neologismi o anglofonia.
Ma ho letto che la lingua inglese consta di 600mila vocaboli (usati), quella tedesca tra i 300 e i 500mila, l’Italiano sta sui 300mila, lo Spagnolo 250mila e il Francese, forse regolato per non avere intrusioni straniere (dovrei dire autarchico) 100mila.
Avere più vocaboli a disposizione consente di essere più sintetici: un termine che indichi esattamente una cosa o un concetto mi risparmierà il dover fare giri di parole per esprimerli.
A beneficio della velocità di comunicazione.
A discapito, forse, della vivacità del linguaggio?
A proposito di immediatezza -piuttosto che di ricchezza- mi sovviene un fatto risalente a quando avevo appena imparato a leggere. Sui treni, un avviso in varie lingue diceva ‘è severamente vietato servirsi della ritirata durante la fermata del treno nelle stazioni . ‘ In Inglese, la frase risultava breve: ‘Non usare il gabinetto mentre il treno è fermo.’   E semplice.
Ad una semplicità di linguaggio corrisponde una pulizia di pensiero?

E io cosa ne so?!?
Voi che ne pensate ?
Nel frattempo traffico con lo scanner, e studio il Mediablog di Splinder.
Magari posso già postare qualche foto, quelle recenti di Natale. Poi provo..

Ah, casomai voleste rinfrescare il vostro Inglese, vi lascio questa:

PERCHE’ DI SI’ ! ! !

Oppure  Perché di no!! , come preferite.

Questo post si scrive da solo, lisio lisio, sulla scia del precedente.
Si disquisiva sull’utilità o meno di un bel  Perché lo dico io!  dato che, comunque, ‘sti ragazzi si troveranno a fronteggiare situazioni non controllabili.

Questo principio, l’accettare senza discutere, è applicato  dagli Scout.
E’ imposto anche ai genitori: “Come mai la riunione (sigh!) è stata rimandata a SABATO SERA ?  Risposta: “Direttive dall’alto (Dio?). Gli ordini dei capi non si discutono.”   Ah !

Ovvio che bambini non catechismizzati siano insofferenti alla disciplina un tantino militaresca (punto 7 della promessa scout: saper obbedire).

Ma poiché gli Scout non son solo questo – anzi, sono soprattutto altro: paiono una barricata contro la dissoluzione, benedetti ragazzi! -, e i più piccoli, li vedo, si divertono un mondo ed hanno modo di starsene per giorni senza la mamma tra i piedi,
dicevo, per questi motivi, il mio Mostrillo ci va volentieri.

Ed io volentieri ce lo spedisco: ecco che posso aggiornare il blog !

Tutta questa pappardella per mostrarvi questo video:

Il Tibet di Egle

Questo è un regalo di EGLE ( http://cinechiacchiereenonsolo.iobloggo.com/ ); lo ha salvato dal vecchio Splinder.   Mancano le foto, peccato.

TIBET – AGOSTO  1993

CUORNO – GENNAIO 2010

Barkhor, il cuore popolare e religioso del Tibet.
Con l’esilio del Dalai Lama, i comunisti cinesi hanno ridotto il maestoso palazzo del Potala in un museo. La splendida costruzione attira pellegrini da tutto il paese con lo stesso fervore di quando era abitato dal Dalai Lama. Ma il tempio più sacro di tutti, quello più venerato, il Jokhang, sta al centro della città. Emerge rosso ed incoronato dai parasoli dorati e splendenti e dalle vecchie case d’abitazione a due piani. E’ circondato da una strada ad anello che è costantemente percorsa da viandanti impegnati in numerose e incessanti circoambulazioni. E’ il Barkhor, epicentro religioso per eccellenza. E proprio per questo motivo, covo delle insurrezioni del popolo tibetano che saltuariamente esplodeva, ed esplode tuttora, con rabbia contro gli odiati dominatori cinesi, persecutori della loro fede.
E’ presidiato a vista da numerose guardie vestite di verde ed è soggetto a continue ristrutturazioni edilizie decise dagli invasori con il solo fine di estirpare dal cuore di ogni tibetano uno dei simboli viventi della loro millenaria cultura.
Cercano di trasformarlo in uno squallida ed anonima strada per turisti.
Vogliono distruggere quell’atmosfera di pulsante sacralità ormai introvabile in altre capitali d’oriente.
Il Barkhor è sacro. E’ così pieno di vita genuinamente tibetana. Gente proveniente dalle regioni più lontane del Tibet esibisce i costumi variopinti dei giorni di festa e divide il tempo tra preghiere e contrattazioni in un incessante e sereno tragitto.
Come non fermarsi davanti ad un tale senso di profonda consapevolezza di trovarsi a contatto con qualcosa di sconosciuto, misterioso e al contempo solido, inattaccabile. Mi fermai , infatti, davanti al venditore di tsa tsa, gli stampini dorati del Buddha, al monaco che a occhi chiusi offriva le sue preghiere vestito di strati di tessuto di differenti tonalità di rosso. Mi fermai davanti alla traballante teca piena di capsule dentarie di oro puro che non hanno altro scopo che rendere la bocca più bella alle donne, esattamente come i cerotti che le ragazze si applicano con civetteria sulla fronte da quando li hanno visti usare ai turisti occidentali. Mi fermai davanti al bambino con l’eterno moccolo che scende sulle labbra, con il cappello militare messo di sbieco, davanti ad un altro monaco seduto per terra davanti al suo altarino coperto di libri, la campanella, un thermos e che esibisce inchiodate a un pannello di cartone da imballo, tre fotografie del Dalai Lama. Interminabili mantra “Om Mani Padme Hum”, si confondono con le chiacchiere delle donne dal grembiule a strisce colorate, allineate in interminabili cordoni umani tra fumi profumati dei rami di ginepro offerto nei due bracieri di fronte alla facciata del tempio, dove, proprio lì, sotto il porticato, altri devoti fedeli si stendono per lunghe ore in religiose prostrazioni sulle lastre di pietra, rese levigate e lustre dalla secolare usura.
I tibetani credono che le prostrazioni siano un mezzo per rafforzare sia la disciplina mentale che fisica e qui, davanti al tempio più sacro, accorrono pellegrini da ogni dove e si prostrano devotamente, protette le mani con tavolette di legno, le ginocchia da strisce di cuoio o da una robusta veste di pelle di capra rivoltata.
Mi fermo con un vecchio contadino che, mulinello in mano, si congratula con me dell’acquisto di un recipiente di rame ed io gli scatto una foto e gli regalo il recipiente, lui si toglie dal collo una consunta corona del rosario che molto probabilmente lo accompagna dalla nascita e la infila sul mio collo.
Imponenti uomini della regione del Kham a cavallo, hanno facce tondeggianti, le sottovesti chiare, i vestiti marroni, percorrono il sacro anello esibendo i neri capelli gonfi di trecce di tessuto e sfavillanti gioielli di ambra e turchese.
Mi metto a seguire alcune donne che imboccano una via stretta e s’immergono in interminabili trattative sul prezzo del burro di yak, delle foglie di tè compresse in nere mattonelle e poi…
..preghiere e preghiere
Decine di rosari
Decine di mulinelli che ruotano nelle mani della gente, chiacchiere, trattative e seduti per terra tra le bancarelle, monaci che recitano i sutra con una voce bassa e profonda a un ritmo costante.
Provo un profondo senso di stabilità , di essere al sicuro, nessuna paura e sfiorando la corona regalatami inizio a pregare anch’io con le uniche parole imparate in quei pochi giorni: “Om Mani Padme Hum”

“Ma perché ‘Perché’ ? “


Avete mai giocato al gioco dei perché?
Di solito viene imposto da un bambino. E’ semplice: vi pone una domanda; voi vi impegnate a rispondere -dopo aver ben ponderato le conseguenze sul suo sviluppo fisico e mentale; lui ci pensa un po’ su e poi chiede:  Perché?
E così via fino ad esaurimento (vostro).
In questi casi si è costretti a prendere atto di quanto siamo incrostati di frasi fatte, di pregiudizi, di cose date per scontate e di lacune. Se le lacune sono tecniche o scolastiche è presto fatto: si va su Google e, almeno approssimativamente, le si colma (purtroppo la tortura viene per lo più subita in auto). Ma se si tratta di lacune esistenziali sono cavoli vostri, rimpiangerete quella volta che avete speso diversamente i soldi destinati all’analista.
Poi però realizzerete che un piccolo analista sta giusto seduto sul sedile posteriore, e gli proporrete di interrompervi la terapia per spendere qualche altro eurino di quelli risparmiati allora in una gelateria, in un cinema, in cartoleria, o simili.
Lui domanderà: Perché?
Non cascateci e mantenete la calma: vuole solo verificare la vostra saldezza di carattere. Se superate la prova, vi concederà una tregua.

Se non avete tempo per fermavi e diversificare, potete invertire i ruoli; ma le fantasiose risposte degne di essere annotate sono una su dieci (per non dir delle domande), e se non siete insegnanti elementari o terapisti, e soprattutto se non è un vostro caro pargolo o nipote o facente funzioni, dopo poco diventa di una noia mortale.

 Nota: più il domandatore cresce, più le domande si fan difficili; eppure, sarà sempre più facile rispondere; in parte perché vi sarete sveltiti di cervello; in parte perché il suo, di cervello, si sarà espanso nel cognitivo ma ristretto entro i confini del socialmente praticabile.

 Comunque, è un giochino che consiglio caldamente. A me serve per non sedermi sulle mie convinzioni quando non ho tempo per leggere e commentare i vostri blogs ;-) ; a loro per sviluppare quello spirito critico  che riteniamo tanto prezioso per la loro autonomia di pensiero e di scelta, ma che a volte, a denti stretti, malediciamo.

Prequel di Natale

Ora, ditemi voi come succede che da questo testo…
Silent night, Holy night
All is calm, All is bright
‘Round yon virgin Mother and Child
Holy infant so tender and mild
Sleep in heavenly peace
 Sleep in heavenly peace

ovverossia:
Notte silenziosa, notte santa!
tutto è calmo, tutto è luminoso
intorno alla Vergine, alla madre e al bambino
bambino santo così tenero e mite.
dormi nella pace divina
 dormi nella pace divina

…si arrivi a questo:
Astro del ciel, Pargol divin,
mite Agnello Redentor!
Tu che i Vati da lungi sognar,
tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle genti
pace infondi nei cuor!

“Papista!” Mi diceva un amico! (A me  :o  ?)

Vabbè.
Quali sono le vostre canzoni natalizie preferite?
Dite dite!  ..E postate, se ne avete voglia (grazie!).
Starò via per un po’, al ritorno mi piacerebbe trovare ancora un pochino di Natale che mi aspetta!

Io, per non rubarvi ‘proprio quella’ canzone, vi propongo un PREQUEL: e ve lo lascio insieme agli auguri . Di cuore, davvero.
 

Chi è Chi

ASPETTANDO  I  BARBARI    di Kostantin Kavafis

Che cosa aspettiamo così riuniti sulla piazza?

Stanno per arrivare i Barbari oggi.

Perché un tale marasma al Senato?
Perché i Senatori restano senza legiferare?

E’che i barbari arrivano oggi.
Che leggi voterebbero i Senatori?
Quando verranno, i Barbari faranno la legge.

Perché il nostro Imperatore,
levatosi sin dall’aurora, siede su un baldacchino
alle porte della città,
solenne e con la corona in testa?

E’ che i Barbari arrivano oggi.
L’Imperatore si appresta a ricevere il loro capo.
Egli ha perfino fatto preparare una pergamena
che gli concede appellazioni onorifiche e titoli.

Perché i nostri due consoli e i nostri
pretorisfoggiano la loro rossa toga ricamata?
Perché si adornano di braccialetti d’ametista
e di anelli scintillanti di brillan ti?
Perché portano i loro bastoni preziosi
e finemente cesellati?

E’ che i Barbari arrivano oggi e questi oggetti
costosi abbagliano i Barbari.

Perché i nostri abili retori non perorano
con la loro consueta eloquenza?

E’ che i Barbari arrivano oggi.
Loro non apprezzano le belle frasi
né i lunghi discorsi.

E perché, all’improvviso,
questa inquietudine e questo sconvolgimento?
Come sono divenuti gravi i volti!
Perché le strade e le piazze si svuotano
così in fretta e perché rientrano tutti a casa
con un’aria così triste?

E’ che è scesa la notte e i Barbari non arrivano.
E della gente è venuta dalle frontiere dicendo
che non ci sono affatto Barbari…

E ora, che sarà di noi senza Barbari?
Loro erano comunque una soluzione

(trad F. M. Pontani)

A quanto pare non è un nostro problema 

 

UN-COMFORTABLY NUMB

Ancora musica.
Questa volta, però, brutta; ma così brutta che ho bisogno di condividerne la croce. E l’ilarità che mi suscita. E fin’anche la pena per questi sciagurati.

“Chi non fa non falla”,  diceva mio nonno Erminio.
Aveva ragione: io non dovrei star qui a far la criticona, dato che non so suonare.
Ma ditemi voi: questi, mica li avran costretti, no?

Ps: Se qualcuno vuol piangere, NON li ascolti dal 2.35 al 2.55:
io rido ogni volta, che dio li strabenedica!

P.P.S. di qualche giorno dopo: tra gli ultimi commenti, un Giustiziere Gentile ha postato l’originale ! !

post di servizio (idraulico)

Per chi è a corto di eurini:

ASPETTATE A CHIAMARE L’IDRAULICO se la lavastoviglie perde acqua, nonostante abbiate verificato (dopo aver staccato la spina della corrente) che i tubi di carico e scarico siano integri e ben innestati, e nonostante l’amorevole manutenzione  (anticalcare, pulizia del filtro ed ogni  tanto pure dei braccini rotanti o come cavolo si chiamano) che manco un marito se la sogna. (Ma i mariti umanoidi trattateli diversamente, mi raccomando: solo Brum gradisce l’anticalcare).
 Ascoltate:
Levando i cestelli si vede una ghiera  sulla parete di fondo : è l’imbocco dell’acqua che vien sparata nei braccini; svitata la ghiera, si esamina la sua guarnizione: nel mio caso era cotta dall’uso; perciò, immagino, l’acqua colava nell’intercapedine tra la ‘camera interna’ e la ‘carrozzeria’, per poi finire sul pavimento.
A titolo di prova ho incicciottato la ghiera col nastro per elettricisti, l’ho riavvitata ed ho attaccato la lavastoviglie: fuoriuscita d’acqua quasi nulla.
Accordandomi fiducia :-)  ho telefonato ad un negozio di ricambi ed ordinato la ghiera del modello giusto (ce l’avevano  già lì pronta!); e poi al tecnico per annullare l’appuntamento; sono andata a ritirare il pezzo nuovo (4 euro), ho rimontato tutto e ho fatto partire la maledetta: va a meraviglia. 

A me piace ‘pasticciare': il mio gioco preferito era smontare qualunque oggetto mi capitasse a tiro (i regali più belli erano i piccoli elettrodomestici rotti: ero una bambina molto economica), e siccome le vere passioni non invecchiano, in attesa del summenzionato ed inafferrabile idraulico mi son messa a trafficare sull’ingrata macchina.
 Ma se qualcuna di voi non si sentisse portata, prenda un Gentilone e si limiti a dare ordini.
Ma ATTENZIONE:  che ordini non sembrino, né consigli e nemmeno suggerimenti, bensì solo domande di chi non ne capisce niente. QUESTA è la parte più difficile!!  Ma è il prezzo da pagare  per chi non vuole spaccarsi le unghie (che le mie.. lasciamo perdere).

.. ..Se invece potete non badare al soldo, fate girare l’economia e chiamate un tecnico fidato: non mi offendo. 

Ecco… lo sapevo !!

Una decina d’anni fa, i miei parenti stretti vollero fare di me
una personcina perbene regalandomi a forza un cellulare (no, non questo)
  ►►►

ed una lavastoviglie.  Il cellulare vabbè, è piccolo e posso scordarlo in ogni dove, smarrirlo e ritrovarlo, spegnerlo o scaricarlo: insomma, è di facile gestione, la reperibilità non è mai assicurata, e così nemmeno la dipendenza  – mia e quella di chi mi cerca.
Ma la lavastoviglie…  Ahh!!  E’ entrata in casa mia come una vacca grassa e mi ha viziata e poi seguita, lustra e ridondante, per traslochi e coprifuochi. Ed ora mi ha mollata, la maledetta.
Allagandomi, per giunta.

Com’è che basta un giorno per abituarsi alla comodità, e per disabituarsi… non lo so ancora, ma
sicuramente di più?
 

come eravamo



Brescia. Sgomberato il presidio degli immigrati che protestavano sulla gru.                                                  
                                                               A Milano come a Brescia.
                                                                                  .

Montacarichi precipita dal 5° piano. Un morto e due feriti a Milanofiori. 

BRZZANGH !

Ciao, sono Tippy Rompini e mi frego la consolle  mentre Lillo elucubrazza in solitaria.
Lei non dà spiegazioni perché si crede Tata Matilda; e allora vi dico io come è messa:
Dice che le zone d’ombra sono luoghi mentali dove non riconosce le sue emozioni, non concorda con le sue motivazioni, si comporta ambiguamente e perde la strada.
Non è la zona buia, dice, dell’animale feroce o pauroso od in calore o solitario infuriato libero….  E’ una zona di superficie -sociale, relazionale- dove non è arrivata la luce, dove c’è sporco, dove non  invita gli amanti e nemmeno gli amici.
Nella zona buia non può, lei crede, intervenire; deve tenerne conto e convivere con l’animale proprio ed altrui.
Ma in quelle d’ombra  può far chiaro e pulizia, e POI portarci gli amici per mano, e gli amanti a cavallo.

Eccola che torna..      …  telare!!

DIS-ORDINE

Post Post del 21 ottobre.

Il titolo originale era LA BELLEZZA DEL DISORDINE , poi modificato per non influenzare i commenti.
Io ci ho trovato la bellezza per le chiazze di colore inaspettato, indubbiamente, ma anche per il fatto di saperle effimere, in quanto sarebbero state presto ridipinte -da
 Brumbru- (trattandosi non di mosaico, ma di vernice); vogliamo parlare di effimericità e bellezza?
Ma la cosa che più mi piace è che casi come questo appaiano all’improvviso e ti risveglino una parte di cervello che spesso, su percorsi noti, va in automatico ed è cieco a tutto ciò che esce dalla norma. 

Come, poniamo, una persona stesa a terra.


La foto è stata scattata in una via di Milano.

Per aggiustare le tubature sottostanti, i cubetti di porfido eran stati rimossi, indi risistemati in modo casuale, senza che ricostruissero le strisce blu che delimitavano il parcheggio nè quelle gialle della corsia preferenziale dei filobus.  E non so che altro.

 

 


 

I tombini dovevano esser stati utilizzati come tavolozze per le prove di colore con cui ridipingere le strisce.

 

La casina nel Bosco

Cari Visitors, non potrò aggirarmi per Bloggherìa per qualche tempo.
Mi rammarico per gli amici appena incontrati e già abbandonati…
per quelli da poco tornati e giusto giusto salutati…
Gli aficionados mi conoscono e sanno che non andrò lontano.

 Per farmi perdonare, vi regalo una simpatica targa da apporre sul portoncino d’ingresso della vostra bella casina di Orchi ed Orchesse.

 .

(Fotografato in un supermercato della Valpolicella.
Il ‘fumetto’ è una citazione da Stefano Benni)

GEPPIN DE L ‘ ËGUA

Siamo invitati a dare un ultimo saluto al mare in mare: come resistere?
Così, eccomi qui, aggrappata alla coda salmastra dell’estate che sta per migrare.
E’ tutto un biancheggiare : di nubi in movimento,  di vele, di spuma sulle onde, di denti – alcuni rivelano il sorriso, altri battono… RAT TAT TAT TA .. BRRR !!
Pioggia, sole a tratti ed acqua gelida. Per me. Non per i bambini: loro sono degli Alieni; ma lo scopro troppo tardi, ad immersione avvenuta.
A vista, infatti, sono l’unico adulto ad aver osato il tuffo: per far colpo su Mostrillo, a momenti viene un colpo a me.  (Ma spero che domani)

Ah, no… Vedo ora che a mollo c’è anche un vecchio eroico…
Chissà da quanto… chissà se è vivo o surgelato…
Forse è lo stesso che a Loano, una vita fa, girava per il litorale senza  mano sinistra, ma con una pietra appesa al collo e sorretta dalla destra.
Geppìn de l’ëgua:  Così zavorrato, dava spettacolo immergendosi cianin cianino fino a sparire sott’acqua e rimanendovi in apnea per eterni minuti tra lo stupore e l’ammirazione di noi piccoli, il compatimento dei grandi e l’apprensione dei Liguri che, ogni volta, temevano di perdere un’attrazione turistica (felliniana: erano i primi anni 60).
Ed ogni volta, invece, sempre passin passetto sulle gambe magrette e scure, riemergeva e raccoglieva le 20, le 50, talvolta le 100 lire che facevamo a gara a portargli, per il brivido di essere accarezzati dal moncherino.

Domenica sera, 19 settembre
Di nuovo alla mia consolle, infreddolita ma soddisfatta.

Voi, che infilavate 50 lire nel flipper e che comperavate il
ghiacciolo a 20, che ricordi felliniani avete?
E voi, che i juke box li avete visti solo al cinema, che mi raccontate?

un pezzo (anzi, due) di costume

Uff!  Devo comperarmi un costume…
Peccato,  quello che indosso è davvero carino…
però è vecchiotto… comincia a perdere il pelo, e la coda che fungeva da vezzoso cinturino è stata tranciata da un morso di smilodonte.
Inoltre, questo bel blu tanto oceanico ora vira un po’ al livido, e -chissà perché- richiama vagamente il rigor mortis.
Cosìcché…
Solo che trovarne uno di mio gusto, che mi doni, in cui entri (io) bene sopra e sotto, e che entri (lui) nel budget-spese è come trovare un cammello in un pagliaio.
E per di più, che barba fare shopping senza mia sorella!
Ma quello che ho, dove l’avevo comperato?
Boh !!
Comunque, beato il mercante che me l’aveva venduto: gli era stato sufficiente brandire la clava ed abbatterla sul cranio del modellino prescelto!

STRATEGIA DELLA TENSIONE QUOTIDIANA

 
( Sul  treno  da  o  per  Zonzo )   
 
Mostrillo – mio figlio – dorme; è il solo, ma la sonnolenza è diffusa; sferragliare di rotaie…  luci nel buio di case intraviste dal treno…
Dall’altoparlante, improvvisa, una voce: “Due agenti della Polizia Ferroviaria nell’ultima carrozza…  Due agenti della Polizia Ferroviaria nell’ultima carrozza…”
Càpita: qualcuno colto da malore, oppure una valigia abbandonata, od un portoghese che non vuole – o non può – pagare il biglietto… Niente di particolare, insomma. Tranne una cosa: noi SIAMO nell’ultima carrozza!!
E’ del tipo open- space, in cui si vede tutto quel che accade.
Siamo in nove, più uno sulla piattaforma della “ritirata” (ma rientrerà a precipizio).
Controllo: è proprio l’ultimo vagone, guardandomi alle spalle vedo fuggire i binari.
Tutto procedeva come di consueto, all’insegna della più discreta ed educata disattenzione sociale: Un breve cenno del capo al dirimpettaio, una sbirciata alle sue scarpe (ricambiata), una sua celata curiosità per il titolo del libro in mano mia (io, idem).
Gli altri passeggeri? Mah..! Indifferenza percettiva reciproca.
Questo, fino al momento dell’annuncio.
Dopodiché, in pochi secondi tutti si alzano in piedi; io li imito.
Guardiamo a destra, a sinistra, davanti, dietro; ci studiamo l’un l’altro, chi incredulo, chi sospettoso; tutti, comunque, con atteggiamenti da film western.
TUTTI CONTRO TUTTI:  CHI SPARERA’ PER PRIMO ?
Il messaggio ci ha messo in allarme, ma qualcosa ci sfugge:
Dov’è il pericolo?
Ci risediamo, ma rimaniamo rigidi.
Rompo la tensione dicendo, futilmente, al dirimpettaio: Ma questa è l’ultima carrozza! E lui, sorprendendomi per l’affinità dei nostri pensieri: “Sembra una scena western!”
Dopo qualche minuto, invece dei Polfer arriva Tizio (sùbito segretamente bollato da noi tutti “un giovinastro”), uno magro e alto, che si pianta a gambe larghe in corridoio, ci osserva uno per uno, allarga appena anche le braccia…
 
E’ a questo punto che penso (ma è solo un lampo: il pensiero compiuto lo formulerò solo dopo, a “pericolo scampato”) che penso ad Orwell ed a un suo libro, in cui raccontava come le cronache di una guerra fittizia ottenessero una tensione che generava paura, e creassero situazioni che, alla fine, richiedevano per davvero l’intervento dei gendarmi o della Polfer.
Insomma, il massimo effetto sociale di allarme si otterrebbe quando il pericolo non c’è, o meglio, quando non è verificabile.
 
Per concludere la storia:
Tizio, scuotendo la testa, lascia ricadere le braccia lungo i fianchi, gira i tacchi e se ne torna donde è venuto, scomparendo alla nostra vista.
Noi tutti tiriamo un sospiro di sollievo: CI HA RISPARMIATI !!!
 
Ed i Polfer?  Non arriveranno mai.
 
E i mandanti della strage di Bologna?..
E Ustica?..
E l’ Italicus?.. 

MUSICA (d’addio)

Non esageriamo… diciamo ‘di arrivederci’ !

La Musica è la forma d’espressione che più mi emoziona. Forse perché è così effimera…
Crea momenti irripetibili,

non c’era niente prima, non ci sarà niente dopo (al Cosmo, importa?);
non cambia niente né prima né poi, è solo quel ‘durante';
Ma
nella chiesa dalle alte volte, dal silenzio sospeso che precede l’inizio del concerto, il canto sgorga od esplode,  rimbalza, si rincorre, riempie tutte le fessure;
nella tua stanza, il woofer dei bassi ti fa tremare i vetri e lo stomaco;
ed il pavimento si allaga per quel blues così malinconico,
con quella voce tanto roca da lasciare graffi sulle pareti e sul cuore;
lo strumento che suoni in cantina diventa un amante,
ed al concerto heavy-metal ci vai per farti spellare vivo dalla chitarra elettrica.
Perché
la musica ti avvoge e si svolge, disegna l’aria per un brevissimo arco di tempo, ed è tutto. 

 

L’aria si piega. Le onde sonore modificano lo spazio che le circonda; prendono la forma dei pipistrelli e si propagano; spostano un poco le nuvole, si perdono nella stratosfera e si riorganizzano nella ionosfera.  

Là, tentano il salto nelvuoto

 

 Il suono, nel vuoto, non si propaga? Io non ci credo.
Tutto quel pulviscolo luminoso… Lo vedo incresparsi.
Quell’energia smisurata, là fuori, è anche l’energia dei nostri morti.
Anche loro saranno toccati dall’interferenza che la musica crea

(Avevo pensato di postare un pezzo di Bach – cercato inutilmente – che fa così:
TAT TARATA TARAT TARAT TARAT TARARA’ TARAT TARAAAAAAA…
Se qualcuno lo conosce e lo trova per me… )

Aggiorno: Migro per qualche tempo.
Sperimenterò per la prima volta l’internet point: aspettatevi incursioni anonime in Bloggherìa.
Mi raccomando, portatemi  ops.. postatemi souvenir musicali da vostri eventuali viaggi, o siti di villeggiatura, o dall’angolo sotto casa.
Buona estate a tutte e tutti voi, care e cari.

Assurdo!

Non sarebbe propriamente argomento da post, però…
Mi scuso per la schifezza, ma devo raccontarlo a qualcuno…

No, dico… UBUNTU qui,  UBUNTU là…
poi stasera scopro  che non-so-chi ha VOMITATO su COFANO e PARABREZZA della mia auto in sosta…
Da non credere!!

E mio figlio : “Poveretto, non l’avrà fatto apposta, sai, quando uno sta male…”
Mannaggia!! Ma vomitare sulla ruota no, eh! 
Deve aver fatto anche fatica…

Cosa dovevo fare… ero così esterrefatta… che mi son messa a ridere!!  Mi son vista come in un film!!

Come quella volta che, parcheggiando, ho falciato in velocità e in retromarcia  due specchietti laterali..  Sono scesa imprecando, ma mentre lasciavo il biglietto da visita è arrivato il padrone dell’auto che, dall’interno di un bar, aveva assistito alla mia fulminea e nefanda manovra…
Bè, che ridere!! Me lo son immaginato mentre,  ad occhi sbarrati, mi vedeva piombare sul suo bel SUV…

A voi non capita di vedervi dal di fuori e di farvi ridere?

DITE DITE...

(PS: Non tutto il male eccetera: finalmente siamo andati all’autolavaggio…) (ma solo dopo la partita… così, mentre il Sudafrica le prendeva, mi si è corrosa la vernice, acc!)

UBUNTU

UBUNTU : « Una persona che viaggia attraverso il nostro paese e si ferma in un villaggio non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri. Ubuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?. »
 

Nelson Mandela

 

“Umuntu ngumuntu ngabantu”
Io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo.

 

La parola UBUNTU  mi ricollega al post precedente, che dedico a lui, POVERO INVICTUS!
 

Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

                                                                               William Ernest Henley

MAI VINTO

 Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l’indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

 

E a chi ancora guarda la vita in faccia

 

Circolo virtuoso

Fatterello piccino  che merita un postino.

Tempo fa, la mia amica Amaranta, sapendomi in difficoltà, si accollò l’onere di accompagnare e prelevare a e da scuola mio figlio, attraversando Verona quattro volte al giorno (36 chilometri).
Non ho mai ricambiato (meglio così).
Però, due settimane orsono, un’altra amica mia si è trovata con lo stesso problema -logistico- ed io ho avuto l’occasione per fare altrettanto.
Per affetto, certo, non per mettermi in pari.
Ma mi piace pensare che, in parte, di ciò si debba ringraziare anche Amaranta, e che l’altra amica, nella stessa situazione, si comporterà similmente con qualcun altro.

Ps: A ben vedere potrei affrontare l’analisi di questi ‘circoli virtuosi’ e farne un bel post;
ma i due mostrilli, benché spassosi, mi ciucciano anche le energie che non ho;
tipo:  durante i fine-settimana, beccarli nello stesso letto, alle 3, ancora a chiacchierare.. e poi vederli puntare la sveglia alle 7 onde sfruttare appieno il tempo insieme  !!!

Bè, la scuola è alla fine;  ciononostante mi concedo un mini-pisolo, e lascio che voi traiàte le vostre personali conclusioni.
In compagnia della musica.

 

Solo in India ! Re-intitolo: XCUSSIONI CHE PASSIONE

Mi è capitato fra le mani un ritaglio di un Venerdì di Repubblica di qualche anno fa… mi manca l’angolino con la data, appena la scopro ve la dico.  Eccolo:
 

 In India chi non paga le tasse è torturato dai ‘finanzieri’ al suono dei tamburi
GLI  EVASORI  PRESI  PER  LE  ORECCHIE
Non pagano le tasse? Gli fanno la serenata. Assordante, però: a colpi di tamburo.
Succede a Rajahmundry, una città del sud dell’India, dove i cittadini hanno evaso il fisco per una cifra complessiva di circa 900 mila euro. Ritenendo inutile ogni altro mezzo, gli amministratori hanno deciso di affiancare agli ufficiali giudiziari dei percussionisti che, arrivati sotto casa dell’evasore, battono con tutta la loro energia sui tamburi, per ore o giorni. In un mese, il 75 per cento del debito è stato versato, ed il bilancio della città è tornato quasi in attivo.

Somari Patentati

Ho rinnovato la patente di guida alla Motorizzazione.
In attesa del mio turno, ho avuto tutto il tempo di farmi ben più di due risate, che voglio condividere.
Ecco alcune perle pescate nel libro dei quiz per l’esame, ovvero: come diventare SOMARI  PATENTATI.

Vero o Falso?

DEFINIZIONI
Corsia: pista riservata alle vetture da corsa V-F.
Carreggiata: riservata ai soli carri a trazione animale V-F.
Incrocio a raso: intersezione di strade senza alcun tipo di precedenza V-F.

SEGNALI
Cartello con chiave inglese significa: posto telefonico pubblico V-F.
Cartello STAZIONE DI POLIZIA significa: Alt-Carabinieri V-F.
Sono iscrizioni regolamentari sulla carreggiata: quelle che incitano i corridori di una gara ciclistica V-F.
La sosta è sempre vietata: nei parcheggi autorizzati V-F.
La fermata per la semplice salita e discesa dei passeggeri è sempre vietata: quando i passeggeri che scendono sono più di uno. V-F.

INCIDENTI
Per segnalare il pericolo ai veicoli che sopraggiungono, si deve: di notte, accendere un falò vicino al veicolo incidentato V-F.
L’individuazione di testimoni è utile: solo se è colpa dell’altro conducente  V-F.
O anche: solo se l’altro conducente è un tipo palesemente poco affidabile V-F.
Chi è obbligato a risarcire i danni causati da un sinistro, può: far riparare il proprio veicolo V-F.

PRONTO SOCCORSO
Se la vittima è in stato di shock, occorre: percuoterla con garbo ma con decisione V-F.
Se è incosciente: immobilizzarne completamente il corpo V-F.
O anche: domandarle se avverte male al capo V-F.
Se è ustionata e son presenti residui di fiamme vive: aspettare che si estinguano, indi intervenire V-F.
In caso di fratture: se l’osso fuoriesce, cercare di reinserirlo nei tessuti V-F.
In caso di incidente, il soccorritore deve: non fare nulla e attendere che giungano i soccorsi. (Ah, menomale!!  (ndr) ) V-F.

SICUREZZA STRADALE- 
Per evitare incidenti, è necessario: Moderare la velocità quando si gareggia con un altro veicolo V-F.
Non superare la velocità massima indicata dal tachimetro V-F.
Agli incroci, dare sempre la precedenza a tutti i veicoli V-F
Lasciare i catadiottri coperti di polvere affinché non scoloriscano V-F.
Controllare spesso il peso degli pneumatici V-F.  
Lubrificare sovente il volanteV-F.
In caso di stanchezza, spegnere le luci del cruscotto (e buonanotte! (ndr) ) V-F.
E’ causa di pericolo dovuto alla struttura della strada: La mancanza di curve pericolose VF.
E’ causa di disattenzione: L’abuso di caffelatte V-F.

COMPORTAMENTO 
Per limitare i consumi, bisogna: usare carburanti più economici V-F.
Per limitare l’inquinamento acustico, si deve: Eliminare la marmitta V-F.
Sostituire i catadiottri deteriorati V-F.
Chiudere le portiere con violenza per non doverle richiudere V-F.
Ma soprattutto: non trasportare materiale esplosivo! V-F.
E’ opportuno, quando un pedone NON sulle strisce tarda a scansarsi: richiamare la sua attenzione con qualunque mezzo affinchè ci dia la precedenza V-F.
Oppure: non curarci di lui, tanto abbiamo la precedenza V-F.
E’ opportuno, in autostrada: concedere passaggi agli invalidi V-F.
Alla partenza dalla carreggiata, se in discesa: inserire la retromarcia V-F.
Effettuando un sorpasso: assicurarsi di disporre di uno spazio libero di almeno 3 metri V-F.  
Effettuatolo: rientrare immediatamente a destra rallentando V-F.
In caso di forte vento laterale: chiudere le bocchette di ventilazione per evitare eccessiva turbolenza nel veicolo V-F.  
In caso di nebbia: procedere a zig-zag per essere meglio individuati V-F.
O anche: inforcare occhiali da sole V-F.  In caso di sbandamento: restare innanzitutto padroni di sè stessi (ma va?) V-F.

La guida in stato di ebbrezza è vietata: solo durante i fine-settimana V-F.
L’alcool influisce positivamente sulla guida in quanto: la rende più allegra e meno noiosa V-F.  ALE’ !! 

 

NUCLEARE – ri-posto (sul non riposto)

Ritorno al vecchio post, dato che ci sono nuovi commenti. E tanto per non farmi poi cogliere di sorpresa.  L’amico Mario Maggi ha creato un sito che raggruppa più iniziative, con una visibilità maggiore rispetto a Splinder:
 www.energeticambiente.it
 
Una ventina di anni fa, al referendum sul nucleare, votai contro (cioè SI’).
Non so con quanta cognizione di causa, tant’è che poi cambiai idea.
In seguito, con la diffusione delle informazioni sull’energia rinnovabile, cambiai nuovamente parere, e per il momento lì son rimasta.
 
Non riesco a capire come sia stato possibile rendere irrilevente il referendum dell’87, ma mi pare di rischiare di rimaner fregata alla grande. Parlo a titolo personale perchè non so voi come la pensiate;  ogni parere è più che benvenuto, anche perchè serve a tener aperta la discussione e acceso l’interesse.
 
Tra i tanti video che girano, mi è pervenuto questo: mi imbarazza postarlo da tanto è un pugno nello stomaco. Ci sono siti molto più esaustivi, ed interessanti, ma magari ci si stufa a leggerli… questo colpisce al cuore, fa piangere.
 
Non voglio impressionare voi, ma se qualcuno, contrario al nucleare, ritiene che possa servire lo faccia girare: ovviamente non a chi la pensa allo stesso modo.
 
Attenzione: questo video commenta il delirio mentale di Berlusconi tramite immagini molto forti. La visione è scondigliata a persone facilmente impressionabili.
 
So che questo genere di post (propagandistico) disturba alcuni bloggers, ma la posta in gioco è troppo alta per curarmi di risultar pesante o petulante o che so:
abbiate pazienza, c’è di peggio.
 

…Non passa lo Straniero ! Zum Zum

C’è qualcuno che non ha mai cantato questa canzone?
Sì ?!? Non ci credo !!
I Canti degli Alpini sono legati alla mia infanzia -e oltre- più di quanto non lo sian lo Zecchino D’Oro e Carosello. Li ho usati persino come ninna-nanna (mentre, per la sveglia, ricorrevo a La Marsigliese :-) !)
Degli inni della II Guerra Mondiale, invece, non c’è quasi traccia. O, almeno, non si sentono mai. Son più popolari quelli partigiani.
Perchè? Bè, quella è stata una guerra persa.
Ma forse c’è un altro motivo: se le canzoni della II scandivano i passi dei Fanti esaltando pugnali fra i denti e bombe a mano, quelle della I sembravano cantate da soldati capitati al fronte per caso:
La Sentinella che sogna la sua bella, quello che ha la mamma che sta bene ma il papà l’è ammalato, le migliaia di Alpini su quel lungo treno che andava al confine, un aprile, primavera, come nella guerra di Piero.
Il patriottosmo espansionista si è sbriciolato, l’aspetto umano è rimasto.
E con cosa si va su pei monti a guerreggiare, quando non si colgono le stelle alpine? Con una lunga penna nera!!

 

La Leggenda del Piave è una delle poche che sembra cantata da guerrieri; anche se lo Zum-Zum che sempre si aggiunge alla fine rivela la razza pulcinella che siamo.
Ma, insomma, la guerra ci appartiene o ce lo vogliono far credere, come anche ora accade?
Qui, siamo già alla II:

i bambini a scuola – la scuola ai bambini

AFGHANISTAN
Gas contro la scuola femminile
I Taliban avvelenano 80 bambine

Attacco all’istruzione delle ragazze a Kunduz, nel nord del paese,
teatro di un episodio simile la settimana scorsa.
Quando erano al potere, gli estremisti islamici
avevano chiuso gli istituti alle donne
 

Contemporaneamente a quest’articolo, leggevo, più o meno una settimana fa, il post dell’amico Sandro-Dormisepolto a proposito del diciassettenne che, nel Napoleteno , impugnava un’arma durante una spedizione punitiva, in un regolamento di conti camorristico. E leggevo pure i relativi commenti, alcuni riguardanti i bambini-soldato, altri  la  difficoltà d’insegnamento nelle scuole siciliane, a causa non dei bambini, ma delle carenze istituzionali.
http://sandroviaggiatore.splinder.com/post/22629801/girati )

Il 6 aprile 2003, su “Parade”, Kevin Fedarco scriveva:

“Mentre gli Stati Uniti si scontrano contro il regime di Saddam Hussein, Greg Morteson sta conducendo la sua campagna pacifica contro i fondamentalisti islamici, che spesso reclutano membri nelle scuole religiose chiamate Madrase.
L’approccio di Morteson si basa su un’idea semplice: Costruendo scuole laiche e promuovendo l’istruzione – in particolare per le ragazze – nella zona di guerra più instabile del mondo, il sostegno ai Talebani ed ad altre sette estremiste alla fine verrà meno.

IL NEMICO E’ L’IGNORANZA 

( http://www.parade.com/articles/editions/2003/edition_04-06-2003/Greg_Mortenson )


 

 

un’altra Resistenza

La nuova Resistenza è quella alla criminalità organizzata.

Sul blog di Lucycy ho trovato questo bell’articolo:
 LA POLEMICA SAVIANO, IL CAVALIERE E LA COSMESI UNIVERSALE    
di Adriano Sofri
 http://battelloebbro.splinder.com/post/22592573 
 

A scuola, alle elementari, si insegna Educazione Ambientale, Alimentare, Stradale; Educazione Civica non credo esista più, forse alle medie. Ma  mi piacerebbe venisse reinserita come materia di studio. Chissà, magari sarebbe la volta buona anche per me d’impararla!
 
L’articolo sopracitato non è adatto ad un bambino, certo!  Ma ho trovato un bel libro per ragazzini ‘dai 10 anni’, di Pina Varriale, intitolato RAGAZZI DI CAMORRA, edito da ‘Il Battello A Vapore’. Ho provato a leggerlo, e l’anno prossimo lo passo al figlio.

La scuola del mio quartiere è dedicata a Rita Rosani, nata a Trieste il 20 novembre 1920 da una famiglia ebrea di origine cecoslovacca (Rosental);  lì studiò, si diplomò ed insegnò nella scuola elementare ebraica.
Nel 1938 la sua famiglia, come tante altre, fu perseguitata a causa delle leggi razziali; tuttavia riuscì a non abbandonare Trieste. 
Ma, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, convinse i suoi a rifugiarsi in Friuli ed a salvarsi così dalla deportazione. 
Lei, invece, aderì al movimento della Resistenza, organizzando i collegamenti tra le formazioni partigiane. Si trasferì a Verona e fondò l’ ‘Aquila’, una banda di soli quattro partigiani, attivi nelle zone di Zevio e della Valpolicella per quasi un anno, crescendo di numero fino ad essere in quindici. Una baita sul Monte Comun era la loro base. Lì, il 17 settembre 1944,  furono accerchiati in una operazione di rastrellamento da parte delle forze nazifasciste; decisero una sortita; Rita uscì per prima; fu ferita, catturata e poi uccisa da un sottotenente della Guardia Nazionale Repubblicana. Non aveva ancora 24 anni.

Dato che mio figlio frequenta quella scuola, e poichè è il 25 aprile, ricorrenza della liberazione dal nazifascismo, ho pensato di parlargli di lei e della sua storia, senza nominare  destra e sinistra. Anche perchè vedo che, in quella che potrebbe essere la nuova Resistenza, questa demarcazione salta. 

Questa, invece, la pubblico per me. Questa versione degli Ustmamò e non un’altra, per un piccolo passaggio musicale che mi strugge.

demenza senil-piuomen-precox

…….ehm……………………………………………….MMM…………………………………….hhhhh……………………………………..

Tra pochi giorni sarò a Milano, dai miei, per le vacanze pasquali; ora vi scrivo un messaggio augurale very-very-very smart…………………………………………………………………………………

( Un tale sosteneva che per esser creativi bisogna soffrire.  Si chiamava Frèid, mi pare, o Fròid, uno di Vienna.  Se lo diceva, ben lo sapeva.  Se lo sapeva, è perché lo lera, lui, un creativo – la barba scolpita con Grafìc.  Chissà di che soffriva?
A me, per esempio, duole un piè.
Aspetto… aspetto… ma la creatività non arriva.  Forse non mi fa male abbastanza.  Soffro anche di freddo, in questo sottoscala pieno di spifferi dove mi son ficcata per creare……..
Mi spoglio, e ci riprovo……

IL TELEFONO…  Wait…

Un tipo. Mi son fatta elencare le sue magagne, dato che ogni tanto gli succede di esser creativo e scrivere nientepopodimeno che poesie d’amore, dice.   Mi sono aggiornata, così……………………………………..

Sono al punto di partenza.  Anzi, retrocessa, dato che parla parla mi è passato il freddo.
Dovrei concentrarmi sul piede dolente… ma non riuscirei a creare del tutto… e ben che ci riuscissi, immaginate che poema dei miei stivali ne uscirebbe ! ? ! !

Ma sto aggirando il problema.         Dunque ……….      HO  FAME!  (Meglio!) …….

SOFFRO!   (Persisti!) …………..           ………       ORA  CREO …………..           ………..    )

Bè, sarà per un’altra volta.                  Un  banale  ARRIVEDERCI!

PRIMA O POI ci becchiamo.
    
 (ecco un Aldilà che mi piacerebbe..)

ee”>                                                                                                                                         

giovedì 25 marzo: Una notte contro il buio mediatico

Dal blog TEA TIME di RedPasion

 

24 marzo 2010
di Luigi De Magistris                       http://www.gliitaliani.it/?author=1 

“Rai per una notte” è una iniziativa di resistenza pacifica democratica. Uno sciopero bianco dell’informazione libera e indipendente contro il “grande manipolatore”intento a svuotare le coscienze sfruttando la complicità dei fedeli cortigiani delle istituzioni, degli organi che dovrebbero essere di garanzia per il pluralismo mediatico e della sempre più nutrita pletora di giornalisti dalla schiena ricurva, pronti a rispondere si obbedisco in direzione di Arcore. Mentre il premier tenta di rafforzare il suo rapporto padronale con il servizio pubblico, per riformalo a voce unica del regime e consolidare consenso politico-elettorale, i giornalisti liberi e il sindacato della stampa reagiscono alla censura di stato continuando semplicemente a fare il loro lavoro. Perché in questo Paese berlusconizzato, anche la normalità, come compiere il proprio dovere professionale rispettando solo la legge e la deontologia, diventa un atto rivoluzionario. Ora che l’illegittimo “regolamento-bavaglio” ha mutilato la libertà d’espressione ed il diritto all’informazione cancellando i talk show dai palinsesti Rai, la Rete ha ripristinato la libertà di informare e garantito il diritto ad essere informati che spetta, secondo Costituzione, ai cittadini. Contro il silenzio che si vuole imporre si è detonata un’esplosione civile e pacifica on line: di bacheca in bacheca, di pagina in pagina, sulla Rete è passata l’energia democratica. Il sito web di “Rai per una notte”, nella sua prima versione, è crollato sotto il peso delle migliaia di connessioni: da tutta Italia, senza differenze sociali, i cittadini si sono collegati per leggere, sapere, difendere il loro diritto ad essere informati, a costruirsi un’opinione critica ed indipendente. E il sistema dell’informazione ha risposto positivamente mettendo a disposizione una schiera di siti, oltre che gli spazi televisivi (da Rainews a Sky, passando per i giornali on-line) per trasmettere la diretta streaming della trasmissione allestita al Palodozza di Bologna, dove per giovedì già si registra il tutto esaurito. E la Rete , a cui pure tende la longa manus del potere che non tollera il confronto e la circolazione delle idee tanto da volerla azzerare per legge, si è fatta strumento di democrazia e viatico del diritto. L’oscuramento mediatico è figlio di un potere terrorizzato dall’idea di una coscienza sociale informata che non sappia solo comprare ma anche pensare e scegliere, quindi svelare le bugie del sovrano e chiedere al sovrano un passo indietro. Da questa stagione buia, è scaturita una risposta luminosa che non dobbiamo far affievolire.

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si può seguire qui:                  http://networkedblogs.com/p30241652

(non conosco il trucco per aprirlo direttamente, bisogna digitarlo su Google)

schede e speranze

Copio e incollo da Mauropiadi e volentieri diffondo:

 
Cittadino laziale, cittadino lombardo,
  • se paghi una bolletta in ritardo ti applicano gli interessi di mora; se la paghi molto in ritardo o se non la paghi affatto ti tagliano l’utenza;
  • se vuoi partecipare a un concorso pubblico e presenti la domanda fuori dai termini, la tua domanda viene respinta;
  • se richiedi una concessione edilizia e alleghi documenti falsi, la tua domanda non solo viene respinta ma sei passibile di denuncia;
  • se da domani tolgono quel fastidioso e inutile divieto di sosta davanti casa tua, non ti viene certo rimborsata quella multa salata che i vigili urbani ti hanno affibbiato la settimana scorsa.
A questi signori invece è stato permesso, grazie alla prepotenza di chi governa questo paese (che ritiene evidentemente che la sostanza, la loro sostanza, sia più importante della forma), di bypassare ogni certezza di diritto.

Che in questo paese ci sia un deficit democratico è sempre più evidente.

Il 28 e 29 marzo si voterà per scegliere i presidenti delle Regioni Lazio e Lombardia. Come possono queste persone governare e governarti se sono loro i primi a non rispettare le regole? E per quale ragione tu, cittadino laziale o lombardo, devi avere più doveri e meno diritti di quanti ne abbiano loro?

Quindi il 28 e 29 marzo impedisci che Renata Polverini e Roberto Formigoni diventino presidenti della tua Regione.

Diffondi questo post, copiaincollalo ovunque, linkalo dappertutto. Per ridare un minimo di speranza a questo paese.

 

 


 

 
 

DELITTO E CASTIGO

Oggi, alla radio, ho ascoltato un’operina di Cocteau, musicata da Milhaud (Milò!),  dal titolo “Le pauvre matelot”, Il povero marinaio, probabilmente ripresa da vecchie ballate popolari:

Una bella donna sola aspetta il ritorno del suo sposo, marinaio, che non vede da lungo tempo.
Un bel giorno il marinaio arriva e decide di mettere alla prova l’amore della donna.
Camuffato, le si presenta come compagno di bordo del consorte, il quale non ha potuto tornare da lei perchè troppo povero. Ma lui, l’amico, ha fatto fortuna, e di soldi ne ha un sacco!  Le propone di tenergli compagnia; lei acconsente e gli prepara un comodo letto.
Nel cuore della notte la donna si riinfila nella camera del marinaio, che dorme di sasso nel tanto comodo letto;  con una martellata lo uccide per rubargli i soldi da spedire al povero marito.
Dopodiché lo dice al padre, il quale l’aiuta a disfarsi del cadavere.
 

 
fin

… E GIOCHIAMOCI ANCHE INTERNET…

(Questa è una delle vignette di Vauro censurate l’aprile scorso, in seguito al terremoto a L’Aquila; non c’entra con la seguente faccenda, ma in qualche modo vi si riallaccia.)

L’ennesima spacconata su Facebook ha indotto il nostro governo, sempre attento alla salvaguardia dei più deboli, a pensare a serie misure restrittive riguardo alla libertà di espressione  in rete.
Alcune opinioni espresse sono a parer mio davvero abominevoli.
Secondo voi è giusto mettere paletti a tale libertà?
 

Mercimonio


Museo Napoleonico di RIVOLI VERONESE ove, nel 1797, si svolse una battaglia tra Francesi e Austriaci -
 -Teca con ritagli di giornale -e traduzione-  da me ricopiati.

Premessa: nel 1815 Napoleone evade dall’Elba e marcia verso Parigi, per riconquistare il potere.
Durante i 10 giorni della marcia, il quotidiano “Le Moniteur” esce con i seguenti titoli:

 1° giorno:  L’ANTROPOFAGO è uscito dal suo nascondiglio.
2°     ”    :  L’ORCO della Corsica è sbarcato a Golf Juan.
3°     ”    :  LA TIGRE è arrivata a Gap.
4°     ”    :  IL MOSTRO ha dormito a Grenoble.
5°     ”    :  IL TIRANNO ha attraversato Lione.
6°     ”    :  L’USURPATORE sarebbe a 60 leghe dalla capitale.
7°     ”    :  BONAPARTE avanza a grandi passi, ma non entrerà mai a
Parigi.
8°     ”    :  NAPOLEONE sarà domani sotto i nostri bastioni.
9°     ”    :  L’IMPERATORE è arrivato a Fountainebleu.
10°    ”    :  SUA MAESTA’ IMPERIALE ha fatto la sua entrata ieri
al Castello delle Tuileries, in mezzo ai suoi fedeli sudditi.
!

CANZONI E CANZONI E CANZONI D’AMORE

    Canzoni d’amore!! Mi assento qualche giorno, ve ne lascio una un po’ insolita; vorrei cantarne cento, fatelo voi se state al gioco: al ritorno mi piacerebbe trovare le vostre canzoni d’amore preferite:  a chi e a cosa volete, gioiose o strazianti, poetiche, malinconiche, nuove, antiche, scritte da voi… con o senza video, solo testo, solo musica, solo titolo..  se le avete sentite una volta e mai più raccontatemele… se invece voleste farmi la serenata di persona, bè, ci metteremo d’accordo!!

in maschera uguali a sè stessi

 

Se fossi nata popolana secoli fa, non avrei rinunciato alla possibilità di prendermi gioco dei Signori e Padroni e dei Re, e , sì, probabilmente mi sarei travestita per assicurarmi di mantener la testa attaccata al collo, una volta terminato il Carnevale.
E forse così fu, dato che questa è l’unica festa comandata che mi godo in prima persona, delle altre me ne faccio un baffo da quando… boh? da quand’ero bambina, benchè gioisca del riflesso del piacere altrui, come ai più accade, da quel che leggo nei vostri blogs.
Questa che vedete è solo una maschera di carta appoggiata al viso, ma il costume prevedeva la cura del minimo dettaglio: dagli stivaletti alla Mary Poppins al fazzolettino bianco, profumato di 4711, infilato nella manica del golfino; dalla camicetta nera in macramé (ereditata) al bastone con tanto di testa di Barbie a mo’ di pomolo… dai capelli alla camminata alla voce: non riconosciuta nemmeno dagli amici stretti. Oggi non lo farei: la maschera è troppo simile a ciò che cela. Ma allora, che soddisfazione! davo il tormento palpeggiando tutti e tutte, e bastonavo i giovanotti perchè mi cedessero il posto…
Fu l’ultima festa in maschera a cui partecipai; Oggi mi potete incontrare tutta per benino dall’ortolano, in Posta o sull’autobus con un naso quasi esagerato, o senza qualche dente, o coi baffetti ben curati…  Perchè?  Boh, penso per avere l’alibi di poter essere qualcosa di diverso e sentirmi autorizzata a comportarmi fuori dalla norma, come da manuale scolastico di psicologia. 

 

‘E allora dove vuole arrivare questa, dato che i manuali di psicologia spiccia li conosciamo tutti?’ 

 

Bè, intanto avevo fretta di postare qualcos’altro – e lo si capisce perchè scrivo come se stessi commentando uno dei vostri post – e poi perchè ho fatto un parallelo con l’anonimato dei bloggers.
In molti m’avevan preso per un ragazzo, visto il soprannome Lillo, non intenzionale, un vero Lillopercaso.  Perciò uno potrebbe facilmente giocare ad esser qualcun altro, sesso diverso, età diversa, soprattutto personalità diversa: gusti diversi, scrittura diversa,  soprattutto  convinzioni  diverse. Quello, se fatto come gioco in trasparenza, sarebbe anche utile: difendere con passione e cognizione di causa l’ opinione opposta scalfirebbe non poco i pregiudizi che uno ha, penso. Un tempo, quando avevo vita sociale più ricca, lo facevo; Come i bambini:  “Facciamo che io ero un creazionista e tu un evoluzionista…” e via dicendo.  Si potrebbe fare anche qui, qualche volta. Ma prendere un’identità fittizia.. quello, non ci riuscirei più, oramai mi sono affezionata a voi, e mi parrebbe di tradirvi, no?  Uff, troppa carne al fuoco. devo scappare di nuovo, ma: ditemi di voi: Vi piace il Carnevale, a parte i dolcetti? Vi mascherate? Fate festa? Ora? Una volta?… voglio sapere tutto!

A..A… PROVA-PROVA A..A..

Ma lo sapete che da quando ho scoperto il virtual mondo ho più che dimezzato il tempo dedicato alla lettura? A voi non succede? Sarà che queste ‘prove’ mi prendono troppo tempo?  La mia libreria si va striminzendo..  Ma ho trovato la soluzione: basta scegliere la tonalità adatta al mobilio…  

Topo da biblioteca

Hai voglia di avere una bella libreria, ma non di perdere i tuoi weekend a togliere la polvere dagli scaffali? Ecco la soluzione che fa per te: una carta da parati con l’immagine di una libreria… firmata Graham&Brown
Carte da parati Graham&Brown - carta da parati libreria
Ps: la scritta in rosso non l’ho aggiunta io, è una pubblicità vera, PURTROPPO…

01.02.2010

Ecco, apro questo mio primo blog precipitevolissimevolmente per non perdermi la data palindroma.

Lo inauguro con due filastrocche dedicate a due amiche, palindrome pure loro: la prima ha trovato la forza di lasciare un marito più che prevaricatore; la seconda ha finalmente strappato un finesettimana al suo pusillanime amante.

          AISSIA

 0       Zero in condotta:
 1       una pasta ch’è scotta;
 0       zero occasioni per
 2       due figli buoni;
20       vent’anni di sberle e
 1       una, questa, da me:
 0       zero i minuti che resto con te.

          ADA

 0       Zero in condotta:
 1       una Gatta che scotta;
 0       zero illusioni, ma
 2       due notti buone;
20       venti maniere che piacciono a me,
10       dieci i minuti che bastano a te!