piccole cose che cambiano la vi(s)ta

Lascio perdere cose come catastrofi che spazzano via la casa o peggio; od un trasferimento di lavoro da Aosta a San Diego; oppure la nascita di tre gemelli e conseguenti cambiamenti eclatanti. Parlo dei cambiamenti interiori, magari altrettanto improvvisi, come illuminazioni.
Da piccoli capita in continuazione. E’ tutto un  ‘AHH!’   ‘OHH!!’
E chi se li ricorda: sono ormai matrice.
Le mie prime emozioni ‘intellettive’ sono legate alla musica: a tre anni avevo un ‘pianofortino’ di legno, con i semitoni solo disegnati, e diventavo matta perchè non corrispondevano alla canzoncina che avevo nell’orecchio; mio padre capì, portò a casa una robina un po’ più seria, ed io venni Investita dalla Luce. Ricordo poi l’emozione di quando lessi la prima parola, di quando scoprii che quei segni che conoscevo come lettere, se messi di seguito, non solo davano per risultato una parola finita, ma addirittura evocavano la cosa reale che quella parola designava per me.   Ed ancora, meraviglia, i numeri: lì mi inoltrai proprio in un universo parallelo, in cui giocare con loro come con altrettanti amici, ognuno col proprio carattere e legame con gli altri. Peccato non aver studiato Matematica, mi sarei divertita. 
Eccetera.
Avanti col tempo e le scoperte, e arrivano i 12 anni x la ragazzina incantata che ero, bella famiglia aperta e amorevole, mondo non ovattato ma certo protetto.
A questo punto càpita la cosa che ti fa spostare di un passo, e ti cambia la prospettiva di vedere le cose; il mio cervello apre una finestrella ancora chiusa, da cui si intravede un altro mondo: ascolto Via del Campo di tale De André, un Genovese, che non abbandonerò più.

 

26 pensieri su “piccole cose che cambiano la vi(s)ta

  1. Ecco qua… un altro filo ci lega…. quando dissi ai miei "Mi piacerebbe proseguire gli studi, andare all'università, studiare matematica…" e la risposta fu "Non se ne parla… abbiamo già fatto anche troppi sacrifici per te, adesso è ora che ti rimbocchi le maniche"…. ecco… mi sentii un po' come se mi avessero tolto qualcosa. Non era così, naturalmente, hanno fatto quello che hanno potuto…. ma capirlo, allora, non era per me possibile.

    E Fabrizio…. beh, Lui È Fabrizio. Punto.

    Ciao Dani, buona serata!

  2. Anche un'asina in pianoforte come la sottoscritta……, dopo 3 lezioni…a casa, figurati che avevo visionato dove stavano le note e me le ero segnate da 1 a 6. Quando mi chiedevano di individuarne una…contavo. Ma non credo sia questa la comparazione suono e numeri che ne fai te…..ama la bella musica e De Andrè è uno dei preferiti….

  3. i numeri sono molto divertenti quando non sono matematici..comunque.
    .le mie prospettive di vita cambiarono (in peggio) quando ascoltai una certa omelia di un certo prete, ora non più prete. era meglio se ascoltavo Via del campo..A propositi torno ora da un concerto del figlio di faber, Cristiano, una bella sorpresa l'ho rivalutatao è un bravissimo musicista.
    Anche la mia mamma tentò di farmi imparare a suonare il pèianoforte, ma non ci è mai riuscito nessuno.

  4. Ah, quanto ascoltare e cantare con gli amici le canzoni di De Andrè! "Via del Campo", "Bocca di Rosa", "La guerra di Piero"….Ci si sentiva grandi e maturi abbastanza da poter affrontare certe tematiche, vero?

  5. CREDO CI siano state tante altre
    quasi invisibili
    finestrelle

    la vita è fatta anche di cambiamenti impercettibili
    se non nel lungo periodo

    ps. perfetta definizione del mio blog
    forse troppo generosa:)

  6. Hai visto che ce l'ho fatta?
    Grazie a te e a Pannonica per avermi guidata passo passo e tenendomi la manina timorosa di sbagliare…..

  7. Io preferivo scrivere e disegnare. La matematica resta un'opinione ancora adesso, per me…
    DeAndre' l'ho scoperto con i mangiadischi e le musicassette dei miei amici, che alla radio  non e' che  passasse molto spesso (e mio padre non gradiva che stessimo tutto il giorno ad ascoltare PORCHERIA)…
    E ti diro'…io che gia' allora amavo il rock  non lo apprezzai subito, salvo poi ricredermi poco dopo…
    Meglio tardi che mai sono riuscita a passare anche da te!
    A.L.

  8. Mh… da quanto leggo, ed ho letto in un passato recente, sembra tu abbia avere dei numeri.
    Se me ne lasci uno, ti chiamo.
    swishhhh
    (come d'incanto sparì)

  9. …sì…perchè Faber, quando lo si incontra…lascia una traccia, un segno, un tatuaggio…
    quanto alla matematica…materia affascinante… la mia meraviglia si limitava però nell'esultare, talvolta, per la buona riuscita di un esercizio, un problema, un'espressione….
    un abbraccio
    dende

  10. niente matematica per me… troppo ostico, preferivo disegno o scienze..  per Andre' , beh… il primo pezzo fu : "tutti morimmo a stento " e avevo si e no 11 anni , ricordo che erano dischi di mia sorella … Mi ha affacinato dal primo momento ..
    ciao .. nubechecorre

  11. Il mio primo De Andrè?
    "La canzone di Marinella"
    Ero bambina, capivo poco (non che adesso capisca molto di più), ma me ne innamorai….

  12. Ps: Le nuove faccine sarebbero carine, peccato che non si vedano… Meglio così, dato che comunque van dove vogliono loro.

  13. Davvero…. appaiono e scompaiono senza un motivo apparente…
    Chissà se dietro c'è un mistero alieno o un subdolo disegno politico…..

  14. Insomma, a quanto pare De André ha lasciato il segno..
    Però, io, che sono un'impicciona, volevo sapere quali erano stati i vostri piccoli scatti in avanti..

    Titti, che fine ha fatto quel prete spretato che ti ha cambiato la visuale?

    Jouy, non avevo fatto nessuna comparazione.. però c'è un bel libro che compara Bach ed Escher (e Goedel, ma qui ci vuole Mauropiadi)

    Azalea, che fregatura.Ma De André ce l'han lasciato, almeno

    Lella, lo sapevi che la musica di 'Via del Campo' è del 'nostro' Jannacci?

    Diamante, ci si apostrofava: Beatles o Rolling Stones? De André o Guccini? E più tardi, lavorando coi ragazzini: Vasco o Baglioni?

    'Tutti morimmo a stento', Nubechecorre? Ci andavi pesante!

    Sandro, swishhh: torni dalla visione di Alice, o hai paura di prenderle per la storia dell'ACHERO (contrazione di Acaro e Bischero)?

    Dende82: proprio trans-generazionale, eh, Faber.

    Sottoachitocca: Anche tu una figlia del rock. Per me è esploso un po' dopo, con Woodstock, alla radio (Per voi giovani!). Avrai notato che tra le cinquanta versioni ho scelto quella con la PFM.

    Ciao RedPasion! Ma quanto invisibili sono, 'ste finestrelle, alla mia età? Comunque, sì, la vita è fatta non solo anche, ma direi soprattutto di cambiamenti impercettibili.. Però è un po' difficile farci un post, su quelli, specialmente del genere di post che trovi su questo blog… non son mica Melogrande!

    Però, un altro TAC non impercettibile mi è venuto n mente ora…

  15. Non hai compreso il mio fine e romantico francesismo.
    Ti aspetto. Con la calcolatrice.


  16.   Sandro:  dobbiamo fare i conti, vero?  Bien. Porterò anche il dizionario di francese.

  17. la musica e la matematica hanno molto in comune… io sono attratta da entrambe, infatti.
    visto che la matematica attira anche te, ti consiglio un libro che vale la pena leggere: L'enigma dei numeri primi di M. Du Sautoy.

    Guarda caso, il titolo originale è The music of the primes

  18. ho sempre avuto una predisposizione per il macabro… , ma sono sempre in contraddizione, perche' ora  preferisco la luce al buio, il giorno alla notte , il bianco al nero… saranno gli anni che passano?   .!!  come si modifica la conformazione del corpo e del viso,  si modificano anche certi aspetti del carattere! cose che ti piacevano prima , ora non piu' e viceversa.. .. ma alcune cose restano radicate, come la musica per esempio, e gli ideali certo…  
    nubechecorre (ciao Lillo)

  19. Grazie Pannonica, lo cerco.
    Nubechecorre, hai ribaltato la predisposizione per il macabro? Brava!
    Certo, il nero si addice alle giovani…

  20. Se fossi colto da una crisi di megalomania infinita direi che aprire il blog é stato un piccolo passo per me ma un grande balzo per l'umantà.

    Ritienti autorizzata al più feroce spernacchiamento del sottoscritto.

    Eppure l'ultimo piccolo grande passo avanti é stato proprio aprire il blog e ogni giorno che passa mi stupisco sempre di più a trovare persone che condividono e apprezzano ciò che penso e scrivo e mi compiaccio di trovare persone cui posso esprimere tutta la gratitudine che provo nei confronti delle loro idee.
    Guardo il mondo e il mondo mi guarda. Non mi giudica per l'aspetto che ho, i panni che vesto, ma partecipa alle mie idee.
    Partecipare non vuol dire assecondare, bensì confrontarsi, discutere, chiarire e chiarirsi, gioire e compatire con rispetto di se e degli altri.

    Guccini e Faber, Gaber e Paolo Conte, il grande rock dei '70 e il jazz.
    Barbera e champagne insomma.

  21. E' vero, Capehorn, questo posso ben considerarlo un altro di quegli scatti riconoscibili. Il 2010 lo ricorderò come l'anno del blog.

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