… E GIOCHIAMOCI ANCHE INTERNET…

(Questa è una delle vignette di Vauro censurate l’aprile scorso, in seguito al terremoto a L’Aquila; non c’entra con la seguente faccenda, ma in qualche modo vi si riallaccia.)

L’ennesima spacconata su Facebook ha indotto il nostro governo, sempre attento alla salvaguardia dei più deboli, a pensare a serie misure restrittive riguardo alla libertà di espressione  in rete.
Alcune opinioni espresse sono a parer mio davvero abominevoli.
Secondo voi è giusto mettere paletti a tale libertà?
 

43 pensieri su “… E GIOCHIAMOCI ANCHE INTERNET…

  1. Mica tanto distante dalla realtà la vignetta!

    FB è una balordata. Quando si viola l’inviolabile tocca oscurare, ma non deve essere un governo qualsiasi dovrebbe essere la regola. In ogni Paese dovrebbero esserci dei supervisori, la polica non c’entra.
    Molti sono propensi a credere che sia ragazzate, personalmente non lo credo. In alcuni casi è frutto di menti organizzate. Comunque pare che anche in questo (la storia dei gruppi) siamo al top nel mondo.
    Anche Splinder dovrebbe intervenire, almeno su segnalazione. Ma in Italia si proteggono i delinquenti i ladri gli sporcaccioni. Ciao Lillo!

  2. Stasera sono più tarda del solito, nel senso che faccio fatica a capire, avrei bisogno di avere maggiori dettagli sulle cose censurate… (non ho la tele e non compro i giornali… ma questo lo sai..)
    In ogni caso i nostri governanti mi sembra che non vedessero l’ora di avere l’occasione giusta per iniziare a praticare la censura anche in rete, l’importante è iniziare, un decretino (nel senso del piccolo decreto… che avevi capito, eh?)  e il più è fatto, o no?

  3. Ecco… suppergiù… volevo dire quello che ha già detto Jouy, quindi… inutile ripetere.
    ciao, e grazie!!!!

  4. Sì, dovevo specificare: questa volta, ad esser presi di mira, sono stati i bambini disabili.

  5. non basterebbe un codice di autoregolamentazione, emanato dalle stesse piattaforme che ospitano i siti in tutto il mondo (splinder, facebook o qualunque altro host) al quale, chi vuole pubblicare dei contenuti online, debba obbligatoriamente attenersi (pena l’oscuramento o la cancellazione del sito)?
    Se la proprietà della piattaforma facebook (ne cito una a caso) fosse responsabilizzata in tal senso, avrebbe l’obbligo di monitorare quello che i propri iscritti pubblicano online…
    perché arrivare alla censura o all’intromissione dello stato nella vita privata dei cittadini?sono contro la repressione della libertà di parola, anzi, mi fa proprio paura qualunque ingerenza del potere nella mia privacy… mi sa un po’ di Corea del Nord, ecco.

  6.  Secondo me si. La libertà è una gran cosa, ma fino ad un certo punto. Non dimentichiamo gli effetti d’emulazione che sortiscono questi filmati….
    Il problema è trovare il limite, semmai…

  7. Il tribunale di milano finalmente si è espresso per il video del 2006, dove veniva picchiato un ragazzo. Condannata Google, arrestati 3 dirigenti, GLI USA protestano. Sti americano non li sopporto.Praticano la pena di morte e protestano quando vengono sfuorati le loro "creature", tipo il processo di perugia, la base aere di Vicenza…, caso Calliperi. Va bè che hanno vinto la guerra….però mi pare che sia ora di farla finita

  8. Io sono d’accordo con Hannah, il governo aspetta l’occasione per mettere le mani in Internet La condanna di Google arriva a proposito, mostra che non è possibile fare qualunque porcata senza poi risponderne.
    Google è stata condannata perchè ha oscurato sì il sito segnalato come scorretto, ma dopo DUE MESI, mi pare, durante la quale si è fatta tutta la pubblicità che le serviva.
    Poi non credo che non sia possibile la reperibilità (ma qui ci vorrebbe un parere tecnico): chi, poniamo, incita alla violenza, deve sapere che ne pagherà le conseguenze.
    La censura a priori non la vorrei proprio. 
    Comunque, una certa regolamentazione interna c’è già: le bande di cretini o peggio ci sono fuori da Facebook e quindi anche dentro, ma la maggior parte degli utenti sono i primi a rivoltarglisi contro, segnalando l’abuso.

    Pannonica, in base a cosa si farebbe la regolamentazione? Non è una domanda provocatoria, eh! Me lo domando davvero.

    Brumbru pone un altro problema grosso: l’emulazione…

    Riguardo ‘gli Americani’… oddio, diamo anche a loro il beneficio della non-generalizzazione!

  9.  Quoterei il #7. Ed il tuo appello alla non generalizzazione, naturalmente. Ma quella tendenza un pò ce l’hanno…

  10. asso per un saluto la discussione è molto interessante..io sono per la regolamentazione, ma non come si sta attuando ora..ripasso domani quando sono più lucida.
     la vignetta di vauro andava a pennello.

  11.  Grazie, Titti! Intanto scrivo qualcosa io..

     Ciao Sandro, ho letto il post e, se non l’han già fatto, inviterei alla lettura anche gli altri.  Va molto più a fondo di quel di cui parliamo qui; Ma vado avanti con la faccenda della censura, finché ce l’ho in testa.
    In Italia esiste il reato d’opinione:  non posso dire che il fascismo è un buon sistema, sono perseguibile per legge; e per me non è giusto.
    La Binetti, per fortuna, non può perseguire o discriminare gli omosessuali perchè c’è una legge in proposito; ma, sempre per fortuna, può dichiarare la sua avversione. Insomma, le idee non si dovrebbero censurare perchè non si è d’accordo o perchè sgradevoli; si dovrebbero combattere argomentando con idee diverse, ritenute -sempre relativamente- migliori. Questo mi riconduce al tuo post:
     in tv o sui giornali o  altri media tutto viene filtrato ‘prima’ perchè la responsabilità di ciò che viene detto o stampato è di chi ha quegli spazi mediatici.
    In rete, invece, ognuno ha la possibilità di dire la sua, sotto propria responsabilità, e questa è una grandissima conquista. 
     Secondo me, porta ad un paradosso: questa enorme e incontrollabile possibilità di comunicazione significa libertà, avanzamento; chi critica questa libertà passa per nemico della libertà stessa; può venir censurato, e perdere questa libertà. 
    Non so perchè  Più che la Corea mi fa venire in mente Cuba.
    intanto invio, prima che mi si cancelli tutto (a volte mi capita)
    poi continuo, ciao

  12. Il caso prospettato mi fa sorgere il dubbio che la nostra società non abbia ancora superato la fase animalesca della propria vita.
    Mi chiedo se l’etica, la morale che tanto auspichiamo sia solo appanaggio degli altri e non di noi.
    Gli altri siamo noi. Siamo noi che dobbiamo avere per tetto le stelle e la legge morale nel nostro animo. Tutti. Anche coloro che pretendono, che auspicano una forma di censura.
    Se siamo ancora aggrappati ai tribunali inquisitori, allora secoli di storia sono fluiti inutilmente.
    Allora sappiamo approsimativamente chi siamo e da dove veniamo, ma ignoriamo o peggio, vogliamo ignorare, dove andiamo.
    Tutta la filosofia é stato tempo perduto. I buoni maestri hanno predicato per se stessi più che per gli altri.
    Temo che siamo rimasti ancora legati a quella clava, con la quale cercavamo di che nutrirci e con la quale speriamo di salvarci dalle barbarità intellettive ed intellettuali prossime  venture.
    Quando il disgusto scema, vecchi spettri ritornano ghignanti, assaporando nuove ecclatanti vittorie e l’uomo non può essere che vittima consapevole dei carnefici che ha creato.

  13. E’ vero, Capeh, i buoni maestri son maestri solo di sè stessi, lo dicevano anche Socrate, mi pare, e Budda e Gesù, anche se non gli hanno creduto. Eccetera. Hai letto il post segnalato da Sandro/Dormisepolto? Siete in sintonia, mi pare.
    Io non condivido l’ultima parte di quel post, forse sono più presuntuosa di quel che credo.
    Ma anche tu, col tuo ‘dubbio che la ns società non sia ancora uscita dalla fase animalesca..’  sei un tenerone, scusa se te lo dico!

    Probabilmente, questa è la storia della nostra storia.  Diciamo ‘per ora’? Per tirarci su?

  14. Capeh delle volte riesci ad essere di una lucidità e di una dialettica davvero straordinarie e spiazzanti, certi tuoi commenti li conservo tra le parole preziose.
    Sì, lo so che la lucidità e la dialettica di pochi non ci salveranno da quei carnefici che abbiamo creato, ma almeno pensieri e parole come le tue contribuiscono a mantenere accesa almeno una luce di candela, in tempi oscuri di barbarie, e perlomeno a me sono molto utili.

  15. Qui a mio parere non è questione di liberta’ di espressione,ma di rispetto nei confronti dell’essere umano,non è facendo censura che si correggono certe brutture.A mio parere il proibire non elimina certe gravi ed incresciose vicissitudini anzi in un certo senso le incrementa.Il fatto grave è che la cosa succeda e non si chiede il perchè o il motivo,pochi mesi fa c’era un gioco similare sui clandestini su F B ora sui bambini Down esiste ancora una soglia di rispetto nei riguardi dell’essere umano?Si vuole fare capire a queste generazioni che non esiste solo il principio di piacere ma anche quello di realta’?’ Ora che si diano un bello sveglione..e diventino responsabili…

  16. Torno al caso di Google:
    Sul modo di gestire i vari portali non so nulla, problemi tecnici inerenti l’anonimato, l’identificazione ecc. Ma penso che il fattore economico giochi molto: Google ha guadagnato sul video di un ragazzo maltrattato?
    Se un portale venisse disertato dai pubblicitari, quanto sarebbero tempestivi gli interventi?

    Capehorn parla della moderna clava con la quale speriamo di salvarci dalla barbarie intellettiva/uale prossima ventura:  SI’! Il pericolo Immigrati, Il pericolo dei matrimomi omosessuali, il pericolo internet…

     niente musica, stasera?

  17. Scusa, Lorybell62, probabilmente scrivevamo insieme, e non ho visto il tuo commento. Parole sante. Che facciamo per lo sveglione?
    Torno domani. Ciao!

  18. eccomi, Lorybell, buongiorno. Non è che non ci si chieda il perchè di certe brutture, o che nessuno faccia niente, è solo che nello specifico si affrontava il tema ‘censura”. E,se hai tempo o voglia di leggere il post di Sandro/dormisepolto da lui segnalato qui sopra, anche di altro, che confermo, postando il video di questo bambino in primo piano.  Mi pare che anche tu sia contro la censura, se ho ben capito..
    Ciao.

  19. Ciao Lillo,abbiamo scritto in contemporanea :D…lo sveglione bisogna darglielo subito…ora leggo il post ciao Lillo buonagiornata un sorriso per te :)

  20. Sì Lillo sono contro la censura penso che un individuo non cresca e maturi se non attua percorsi propri ma si fa segnare la strada da altri,per questo a mio parere la censura non ha senso ,sta all’individuo maturare una coscienza non deve essere imposta da altri..ma forse è solo utopia…Se vediamo tutti i casi di censura che si sono susseguiti negli anni ,sono tutte censure alle idee da spettacoli televisivi,a conduttori a film come il grande "Ultimo tango a Parigi" che fu censurato non per la famosa scena del burro che tutti conoscono,quello sappiamo che fu una scusante,ma perchè  si metteva contro la famiglia,percio’ toccava qualcosa che la Chiesa non gradiva,e fu addirittura bruciato…Dei film che andavano censurati al tempo ma nobn se ne fece nulla
    Poi ai tempi del fascismo stesso la censura ci dimostra che opera per gestire la vita degli altri,forse sarebbe il caso che ognuno maturassse senza che altri interagissero a gestirgli la vita…mah  :)buonagiornata

  21.  Ho letto anch’io quel post, ma non concordo. Non si tratta di cavare l’occhio con cui si guarda lo scandalo… il problema non è mettere sotto accusa i filmati in sè. Tutti noi postiamo, è vero… e l’azione è la stessa. Ma non ditemi che se posto il filmato delle mie vacanze faccio la stessa azione di uno che posta uno stupro… perchè non ci sto. E’ pura filosofia, questa.
    Il problema non è nell’azione del postare, ma nei contenuti.  Il problema è in ciò che si posta.
    L’azione di approfittare di un indifeso è indegna e vigliacca. Su questo mi pare concordiamo… no? E’ un’azione illegale, quella. Un crimine.
    Allora va prima di tutto impedito che avvenga nuovamente… e poi impedito che avvenga ad altri. Dunque tutto ciò che è possibile fare (ossia ricerca tramite ID ed incriminazione degli autori… nonchè prevenzione e monitoraggio di coloro che hanno mostrato di approvare quelle azioni, dunque sono degli ipotetici… futuri esecutori delle stesse azioni) va fatto.
    Un metro di misura ce l’abbiamo… sono le leggi. Non deve essere possibile postare un crimine. D’altra parte… la libertà ha i suoi limiti anche nella vita privata… e non per questo la chiamiamo censura, quella.

  22. Lorybell, certo, maturare senza che gli altri interagiscano…  ma nessuno vive senza l’interazione degli altri, esiste quindi una regolamentazione. Vale anche per la maturazione dei popoli? Son passata da te: sostieni la causa dei diritti civili, universali, entro il rispetto di quelli, che sono uguali per tutti, è posssibile maturare. Senza quelli, grazie anche all’incalzare nostro e nostre libertà, si passa direttamente al marcio senza maturare. Son d’accordo con te, lavoriamo alla base, su noi stessi per primi, e facciamo anche il possibile per fare rispettare delle regole che se valgono nella realtà valgono anche sul web. Intendevi così, più o meno?

  23.  Brum, a parte che nemmeno io mi riconosco nell’ultima parte, ma il post di Sandro non è una risposta al mio, è qualcosa di più, come dici tu è più filosofico; come pure il commento  luminoso di Capehorn -e guarda caso ambedue fanno del web un uso molto discreto, mi pare, non spaccone.
    Non sono per la censura perchè incrementa ciò che vorrebbe proibire -spesso calcolatamente; perchè giova molto a chi la gestisce (chi censura il censore?) Sono per il rispetto della legge,  (che NOI ci siamo dati, che ci diamo, col diritto al voto (SIGH!)), dei diritti universali, che vale fuori e dentro al web. Mi sto ripetendo.  Ma ci siamo capiti, credo; 
    Come dicevo non conosco i problemi tecnici, ma la ricerca degli autori dei crimini, figurati se non è possibile! E la certezza della pena è anche prevenzione, non è la presa di coscienza individuale ma, come dici tu, si fa quel che si può.

    Certo che la libertà ha i suoi limiti anche nella vita privata, non la chiamiamo censura, ma sono i freni inibitori che si sviluppano con la personalità, no? che seguono norme non scritte, di convivenza. Sono una profana in campo; ma forse proprio di questo si tratta… Grazie Brum.

  24. Cara Dany certo nessuno matura senza interagire con gli altri,ma il problema è che la maturazione dell’individuo perchè sia tale ha bisogno della consapevolezza individuale.Ti faccio un esempio,posso dire a un giovane di non bere alcool perchè fa male e chiudere tutte le bottiglie sotto chiabve,quando uscira’ se non ha una sua consapevolezza andra’ a comperarsele.La censura non serve è sempre stata fatta sulle ideee e sempre lo sara’ l’educazione ed il rispetto invece sono sui fatti :)

  25. da ieri sera che penso e ripenso al problema che poni.
    Facebook, messenger, youtube, Google sono mezzi, cioè strumenti . In Cina tutto è automaticamente controllato prima passa dalla censura, poi viene pubblicato, però questo è "regime", non democrazia.
    L’emulazione esiste eccome , viene praticata continuamente e con sfida all’ordine precostituito, dato che si seguono gli esempi peggiori, non quelle azioni indicate comunemente come "migliori".
    La consapevolezza di cui scrive Lory, i giovani (prendo ad esempio i miei figli 25,23,21 anni) l’acquisiscono con l’esperienza. Chi è quel genitore che invita il figlio a bere? nessuno. Ma i figli stanno in compagnia e sempre più spesso in compagnia si beve, ed anche lui berrà e supererà il limite…c’è solo da sperarae che vada tutto bene, e la sottoscritta ha scoperto questo: i ragazzi che in famiglia hanno sempre bevuto un po’ di vino reggono meglio l’alcool di quelli come il mio, che non lo beveva. Ha smesso grazie alla sua passione per lo sport e quindi visite mediche controlli e altro…
    Il rispetto per il disabile non è mancato perchè è stato messo il filmato su youtube, è mancato perchè lo hanno messo in difficoltà, hanno riso di lui, poi lo hanno filmato e poi e poi e poi.
    Scusate, davvero mi sta venendo la fissazione dei modelli educativi:
    perchè si sfotte un disabile? perchè nella società è un perdente, invece in questo mondo tutti dobbiamo essere ganzi, fighi, belli, magri, intelligenti laureati e STRONZI..  ecco.Però non tutti ne siamo capaci e allora son dolori.
    firmato IO_ME_TITTI.

  26. Lory,  mi pare che diciamo le stesse cose. (tra l’altro hai fatto l’esempio che volevo fare io.. poi mi sembrava di aver detto abbastanza)

    BRAVA TITTI. Per fortuna ci sono anche le belle e laureate e magre non stronze. Che non vengon considerate né si considerano vincenti o perdenti, ma, come direbbe il padrone dei modelli educativi, ‘remano contro’.

    Anche a te dico: mi pare che diciamo le stesse cose.
    (Ma li leggete i commenti che ci son prima?)

  27. i commenti che ci sono prima li leggo eccome, ma che devo scrivere quoto il n tal dei tali, oppure w tizio o caio? non se parla neppure.
    se un c’ho voglia unne scrivo nulla…. piuttosto….! ecco ovvia un se ne pole più per oggi l’ho fatta la mia.booonaa!
     buonanotte fanciulle ! vado a cuccia nella mia cuccetta da single..bye bye

  28. O ma che bello!!!
    Tutte a dire le stesse cose con parole diverse…………
    E se non è sintonia questa, ragazze mie, non so proprio cos’è!

    No nè? I tre somari e i tre briganti no, per piacere! Non ci sto!
    Qui si fa alta letteratura e scuola di pensiero, altroché…!

    ‘notteee!

  29.  Bellina che sei, Titti! son io che son un po’ ‘di coccio’..
    mi sa che Azalea ha ragione: ora di cambiar post!
    Ma non ti do ragione x i 3 somari 3 briganti, eh!

    ‘nottissima!

  30. Sai Daniela… ripensavo al titolo del post…"la triste realtà dei media".
    Ma è quella la triste realtà o, forse, è triste la realtà della condizione umana?
    I media sono, come ha fatto ricordare qualcuno e come volevo sottolineare in quel post segnalato, solo uno strumento.
    Se non vi fossero i media, non vi sarebbero atti di bullismo, di violenza, di prevaricazione, di pedofilia?
    – 
    Buona giornata.
    Sandro

  31. Perfetto, Sandro. Era un omaggio a Capehorn che così mi commentava il post precedente. Ma in effetti, così, non gli ho reso un gran servizio…

  32. Cara Lillo
    ricambio i saluti, molto graditi.

    mi fa piacere che ogni tanto passi da me…
    se non ti va di commentare non importa.

    è vero, siamo un po’ strani e troppo veloci lì…
    non preoccuparti però perché tutti sono ben accolti
    anche le marmotte:)

  33.  Mi domando, ancora: che prezzo siamo disposti a pagare x tenerci una libertà individuale che va contro la libertà di tutti? Mi è venuto in mente pensando alla faccenda del petrolio nel Lambro..

  34. Azz. Una domanda difficile via l’altra. Non si scherza mica, qui, eh?

  35. Alla luce di ciò che é accaduto in questi giorni, mi chiedo se la libertà individuale sia l'unica ancora di salvezza, oppure debba essere assommata a tutte le altre e formare una vera ed unica libertà. Una libertà colletiva imprescendibile, sulla cui sorte si gioca la partita della democrazia.
    Parola che non vuol dire solo potere gestito dal popolo, ma anche potere gestito pubblicamente. Di fronte alla chiusura di 4 trasmissioni, che possano o meno piacere, io rimango sbigottito da tanta efferatezza.
    Non credo che si sia colta la palla al balzo per le scempiaggini di quattro sottopancia, impresentabili e pasticcioni, che non sono stati capaci neppure di far gioco di squadra. Quato é un attacco alla nostra intelligenza.
    Ancora una volta mi appello alla morale e all'etica che ci appartengono in toto. Mi rifiuto di credere che ciascuno di noi, sia docile pecora da far brucare dove meglio crede il padrone. Sempre che ce ne sia uno, vivente e pensante, in carne ed ossa. Quegli squallidi burosauri, più realisti del Re, che elemosinao così briciole al banchetto dei noti epuloni, credono di annullare le nostre coscenze. Credono che come branco di pecore, si sia disposti al macello senza neppure un belato di protesta. Se é vero che esiste una legge o più leggi allora non le si utilizzi: Cicero pro domo sua, perbacco.
    Ora che abbiamo bisogno di risposte vere a realtà che fanno tremare i polsi, quelle voci vengono imbavagliate.
    Non si é mai visto.
    O forse sì e speriamo una tantum, perché sinceramente ora la misura é colma.

  36. Quando si sforza nella violenza è d'obbligo reagire.
    Dovrebbe essere introdotto il rispetto.
    Anche per il cosiddetto "avversario,nemico".
    Cosa latente in Italia

  37. :)AromaEssenziale,  hai ragione, l'avversario politico, l'oppositore, è trattato e visto come un nemico. Almeno, così ci fan credere.

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